CRONACHE E DINTORNICULTURAPAGINE DI STORIA

Pagine di Storia: La Venuta del Romanziere Alessandro Dumas a Mugnano del Cardinale

Da CORDAD'ARTE rivista storico-artistica-ambientale.

Maestro del romanzo storico e del teatro romantico, è famoso soprattutto per i capolavori:”Il Conte di Montecristo” e la trilogia dei moschettieriI tre moschettieri”, “Vent’anni dopo”, “Il visconte di Bragelonne”. Dai suoi libri sono stati tratti numerosi adattamenti cinematografici e televisivi.

Le sue ceneri furono trasferite al Panthéon di Parigi il 30 novembre 2002. In uno dei suoi romanzi minori, dice il prof. D. D’ANDREA, già docente di lingue e letteratura francese, “Il Maitre Adam Le Calareais”, dove il suo epilogo si svolge per l’appunto a Mugnano del Cardinale, parla del Santuario di Santa Filomena.

L’opera fu pubblicata a Parigi nel 1840 quando la devozione a Santa Filomena era già diffusa in tutto il mondo. Una diffusione tale che, nella monumentale chiesa di Saint Gervais a Parigi, nasceva la confraternita universale di Santa Filomena.

Alessandro Dunas era un miscredente, dice sempre il prof. D’Andrea, e spinto dalla curiosità di vedere l’aspetto folcloristico di quella devozione, durante il periodo del Regno delle Due Sicilie, scrisse che sarebbe sorto una certa gelosia che il parroco locale avrebbe avuto per il successo che riscuoteva, in quegli anni, il santuario della Madonna dell’Arco in Pollena Trocchia.

La realtà fu, invece, ben diversa, perché il Santuario di Mugnano fu fondato non in contrapposizione a quello della Madonna dell’Arco, ma per opera di un giovane sacerdote, don Francesco De Lucia, che nel 1805 porta dalle catacombe di Priscilla, a Roma, le reliquie di una Martire di nome Filomena.

Il prof. D’Andrea dice che il Dumas, era solito stravolgere i fatti reali e di travestirli, molto spesso, di un’aura fantastica e irreale. Difatti colloca, nel romanzo, l’urna con il corpo della Santa nella sua cappella sotto la mensa eucaristica, mentre, in realtà, essa si trova al di sopra della mensa dell’altare; cosi come ha una visione piuttosto singolare del paese avellinese: “E’ un piccolo borgo piuttosto pittoresco e grazioso, dove quattro case si raggruppano ai piedi di una chiesa”. Egli ignora che Mugnano nell’Ottocento superava già ampiamente i quattromila abitanti e di chiese ne aveva ben sei.

Show More

Back to top button

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

errore: Contenuti ( testi e foto ) sono protetti!!!!