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Palma Campania: Carmine Abate ha presentato “Un paese felice”

Un'abbagliante storia d'amore e di rabbia, di destini individuali e destino collettivo, di "violenza delle memorie" e, nonostante tutto, di speranza.

A.S.Venerdì 20 ottobre, alle ore 18:30, presso il ristorante Cerere e Bacco nelle Cantine del palazzo Aragonese di Palma Campania, in via Guglielmo Marconi n 6, si è tenuto l’incontro con l’autore Carmine Abate per la presentazione del suo libroUn paese felice”, pubblicato da Mondadori.

Carmine Abate

Alla serata hanno partecipato la giornalista Filomena Carrella, una delle socie fondatrici dell’associazione Passepartout che ha promosso l’iniziativa; la presidentessa del Consiglio Comunale di Palma Campania, prof. ssa Elvira Franzese; l’attore Gennaro Caliendo che ha affrontato alcune letture del testo; la cantante Antonietta Sorrentino che ha interpretato alcuni brani. Ha moderato l’incontro la giornalista Diletta Iervolino.

L’autore Carmine Abate, nato in provincia di Crotone, di origine arbereche, immigrato molti anni fa prima in Germania e poi in  Trentino, ha all’attivo numerosissime pubblicazioni di importante rilevanza editoriale ed è vincitore di diversi premi letterari, tra cui il Premio Campiello.

In questo romanzo, ambientato in Calabria, ritroviamo un’abbagliante storia d’amore e di rabbia, una storia che parla di ‘ndrangheta e di speculazione di terre per un’illusione moderna di lavoro e benessere, che non è; una vicenda ambientata in un mondo dove la “povera” terra viene ingannata; una storia di destini individuali e destino collettivo, di “violenza delle memorie” e di un tentativo di deturpazione e, nonostante tutto, di speranza.

Il Testo – Le pietre con cui sono state costruite le case di Eranova, in Calabria, parlano la lingua della leggenda e sono impastate di un magma ribollente capace di travolgere il mondo per come ci viene consegnato.

Negli anni Settanta Eranova è ancora un paese giovane, fondato nel 1896, quando alcuni massari e contadini si ribellarono al marchese proprietario delle terre in cui vivevano per rivendicare la propria libertà, dare sostanza a un’utopia, edificarla in pietra e carne. Lo sa bene Lina, una studentessa idealista e caparbia come i fondatori del suo paese.

Quando Lorenzo la incontra all’università di Bari, ignora il motivo dell’inquietudine che si annida nei suoi occhi verdi, non sa che Eranova rischia di sparire per far posto al quinto centro siderurgico italiano.

Lina non si dà pace, e cerca di convincere la gente a lottare contro questa colossale follia, utile solo per riempire le tasche voraci della ‘ndrangheta.

Aiutata da Lorenzo, scrive appelli al presidente della Repubblica, al papa, al presidente del Consiglio, a politici e persino a Pasolini, conosciuto in una libreria di Bari, perché blocchino il progetto, prima che sia troppo tardi.

Carmine Abate dipinge il quadro di un’Italia pronta a cedere alle lusinghe del benessere, timorosamente fatalista, in balìa delle emergenze politiche e sociali. E lo fa attraverso la sua scrittura densa e scattante, potente ed evocativa.

Un paese felice è un’abbagliante storia d’amore e di rabbia, di destini individuali e destino collettivo, di “violenza delle memorie” e, nonostante tutto, di speranza. Perché protagonisti sono due giovani conquistati dalla forza dell’utopia, che lottano contro i potenti e non rinunciano a portare il loro impegno nel flusso indifferente della Storia.

Attorno a loro, un coro di voci possenti e vive che incrociano la storia di un secolo, catturano la nostra coscienza e rendono attualissima e universale la vicenda di Eranova.

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