Pompei: Presentato il Masterplan del Paesaggio extra moenia
Davanti a una platea qualificata, di circa una trentina di persone è stato presentato, presso l’Auditorium di Pompei Scavi, il “Masterplan del Paesaggio extra moenia di Pompei”.

L’Auditorium è una struttura d’accoglienza realizzata negli anni Cinquanta del Novecento nella cosiddetta Pineta Demaniale degli Scavi di Pompei, ricordata così perché composta prevalentemente da esemplari di Pinus Pìnea, una quarantina poco meno che centenari, sopravvissuti all’attacco di una malattia fungina virulenta, difficilmente curabile, diffusasi sulla intera penisola italiana.
Sia la Pineta che l’Auditorium sorsero per iniziativa dell’infaticabile Soprintendente Amedeo Maiuri, archeologo, giornalista e scrittore tra i più illustri tra i Soprintendenti, es sicuramente il più famoso del Novecento. A Maiuri gli Scavi di Pompei e la stessa Pompei moderna devono moltissimo per la diffusione del mito “POMPEI” nel mondo.
Argomento dell’evento la presentazione del Masterplan che si dovrebbe realizzare per l’area demaniale degli Scavi di Pompei, così presentato con un comunicato stampa: … un percorso paesaggistico di circa 4 chilometri extramoenia del Parco archeologico di Pompei, un vero e proprio anello verde attorno alla città antica, capace di valorizzare il legame tra l’area degli scavi e il paesaggio naturale e agricolo circostante… oggetto di finanziamenti con fondi del PNRR (…).
Il Direttore Zuchtriegel, nelle vesti di padrone di casa, ha aperto i lavori con tempestività e sintesi, passando poi la parola agli esperti.
Il primo ad intervenire è stato l’ing. Angelantonio Orlando, Direttore Generale Unità di missione per l’attuazione del PNRR, che subito è entrato in argomento rivelando che l’attesa del PNRR ha generato una enorme richiesta rispetto agli interventi possibili. Però, ha tenuto a precisare di avere mantenuto un ottimo rapporto con gli organismi locali territoriali rimasti fuori dai fondi europei ed ha annunciato che, nonostante carenze e difficoltà di organico, il coordinamento dell’avanzamento è stato e sarà garantito dallo staff a sua disposizione. E ciò soprattutto quando il nuovo “generale”, Giovanni Capasso, cioè il Generale dei Carabinieri Direttore del Grande Progetto Pompei, subentrerà il primo di luglio 2023 all’uscente Generale Di Blasio. Si prevede infatti che Capasso gestisca la estensione delle competenze dell’organo all’intera piattaforma del PNRR nazionale, guidata dall’Ing. Orlando, proprio grazie alla consolidata best practice del Progetto Pompei.
La parola, poi, è passata all’arch. Arianna Filosa, responsabile della “accessibilità” agli Scavi, che ha fatto sapere che l’area archeologica di Pompei è e sarà un’area archeologica interamente assistita, grazie a un percorso dedicato ai portatori di disabilità. Un percorso che, a partire da Piazza Anfiteatro, porterà chi lo percorre verso ovest, cioè verso Porta Marina e Porta Ercolano, consentendogli di “Vivere la esperienza Pompei”. Uno slogan efficace e idoneo questo per i tempi che viviamo, tanto che è prevista la distribuzione agli utenti di App gratuite che, attraverso QR Code, aiuteranno il turista, con l’utilizzo del WEB, a sentirsi in una propria esclusiva “MyPOMPEI” da esplorare.
Dopo l’arch. Filosa ha preso la parola l’ing. Vincenzo Calvanese, esperto strutturista della Segreteria Tecnica del Grande Progetto Pompei, che si è soffermato sul sito pompeiano e sui tanti interventi diffusi in corso, provenienti da varie fonti di finanziamento. Si è appreso così che ogni mese un drone esegue un rilievo fotografico ad alta qualità, volando su tutta l’area demaniale, che, come ben faceva notare il relatore, è immersa in un territorio ad alta pressione antropica, occupato per il trentacinque per cento da strutture edificate. Una follia, quindi, consentire ancora il consumo di suolo. Per cui il Parco archeologico stesso, secondo Calvanese, dovrà rappresentare una opposizione al consumo del suolo.
L’intervento ha trovato il suo efficace pendant nella relazione dell’Arch. Paolo Mighetto, che ricopre il ruolo di RUP per una serie di cantieri e attività, circa trenta, che sono in avanzamento nell’area degli Scavi Pompeiani, e vanno dalla manutenzione alla gestione del verde, compreso il non lontano ex Polverificio Borbonico di Scafati, con accesso soltanto da Pompei.
L’arch. Mighetto, responsabile per il Verde, tra l’altro, ha precisato che l’implementazione delle aree verdi comporterà una richiesta di netto aumento della risorsa acqua. Da qui la necessità della previsione di vasche di accumulo di riserva idrica e la precisione che il Verde va visto come una opportunità e non una criticità. L’anello verde del Masterplan, studiato dallo Studio Bellesi Giuntoli, va appunto in questa direzione, a garanzia di una Biodiversità controllata per la rigenerazione del territorio, anche attraverso la prevista Passeggiata archeologica extramoenia dello Scavo pompeiano, riportata nel Masterplan, che è stato finanziato con fondi PNRR.
La parola è, quindi, passata a Giovanni Minucci, rappresentante della Cooperativa sociale Tulipano, coinvolta nel Progetto del Verde e già operante a Pompei con i Portatori di disabilità cognitiva, in un rapporto sinergico con il Dipartimento di Neuropsichiatria infantile della Università Federico ll di Napoli.
L’arch. Alberto Giuntoli, paesaggista e Partner dello Studio Bellesi Giuntoli, ha chiuso l’incontro, illustrando nel dettaglio l’anello verde che sarà, a suo dire, “la frontiera tra patrimonio archeologico e territorio”.
Nel master Plan – come ha illustrato Giuntoli, rendendo omaggio alla figura della scomparsa agronoma Annamaria Ciarallo, già operante a Pompei – si prevede, infatti, che le Aree extrameniali possano ospitare varie attività, fino alle più semplici come lo svago familiare festivo.
L’intera area Masterplan è stata divisa in undici sotto aree “speciali”, in cui si realizzeranno nuovi percorsi e rampe, ove necessarie, favorevoli ai portatori di disabilità e anche aree picnic e sosta, aree giochi, collocazione di sedute multiple, boschetti per ombra ritemprante, aree di sosta verde. Ma ci saranno anche veicoli elettrici speciali, idonei ai percorsi nelle aree naturali, e totem fornitori di dati e notizie a richiesta, sui cellulari dei visitatori.
Un programma davvero intenso e stimolante, che potrà cambiare il volto all’accoglienza turistica di Pompei, se venisse realizzato.

















