Quadrelle: Una serata all’insegna della cultura e della legalità, ricordo-omaggio ai giudici Falcone e Borsellino
Per i simboli della lotta alla mafia e palatini della legalità, sabato 22 luglio, nella Sala consiliare del Comune, si è tenuto l’evento fortemente voluto dal Sindaco e organizzato in collaborazione con le Associazioni La Piccola Cometa e PMI International, a 31 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Un’introduzione musicale del Trio LOV dei maestri Laura, Octavian e Valeria Nechita Cristea con la stupenda Gabriel’s Oboe di Ennio Morricone e colonna sonora del film Mission, ha preceduto il saluto del Sindaco Simone Rozza, che ha parlato dell’importanza della crescita civile e culturale della comunità, perché la cultura è la linfa vitale della legalità. “Per questo, ha sottolineato, abbiamo voluto presentare per l’occasione romanzo “Angela e Filippo”, dello scrittore Pietro Sgambati, ambientato nella Quadrelle degli anni 60, suo paese natio”.
A seguire Giacomo Romano, Sindaco di Brusciano, ha lodato l’iniziativa portando l’esperienza della sua amministrazione che il 19 luglio scorso ha dedicato a Paolo Borsellino la scala della legalità nella sede del suo Comune, quale monito e auspicio alla trasparenza e onestà amministrativa.
Il relatore Joseph Galeotofiore, poi, prendendo spunto dalla lettera a Paolo Borsellino del magistrato Nino Di Matteo, una missiva significativa ed emozionante, ha toccato a 360° le tematiche inerenti la legalità, la democrazia e la partecipazione, portando ad esempio la “Polis” della civiltà ellenica. Toccante il ricordo della memoria di uomini e donne che per questi valori e per l’alto senso del dovere hanno immolato la propria vita e sacrificato le loro famiglie, ricordo sottolineato anche dalla videoclip “Io non ho paura”, realizzato dalla “Piccola Cometa” https://youtu.be/RaxAYB9sVco.
Con “A legalità” la significativa composizione il lingua napoletana di Paola Miele e il dono ai presenti della litografia del compianto artista Fernando Masi “Io non ho paura”, dedicata a Falcone e Borsellino, si è passati alla presentazione del libro dello scrittore conterraneo Pietro Sgambati, autore del romanzo Angela e Filippo, edizioni Aurea Nox, 2022, “una travolgente e drammatica storia d’amore ambientata nella Quadrelle degli anni 60”.
La presentazione del libro è affidata al sociologo e giornalista Antonio Castaldo che, dopo aver narrato la trama del romanzo, ha voluto soffermarsi sull’aspetto sociale e antropologico del racconto, evidenziandone, seppure sotto altri aspetti, il collegamento alle tematiche di giustizia e legalità.
Il Presidente di PMI International e giornalista Salvatore Guerriero, dopo un interessante excursus su “Angela e Filippo” e un simpatico scambio di opinioni con l’autore Pietro Sgambati, ha concluso l’evento sottolineando l’importanza della sensibilizzazione culturale per i giovani, la comunità e le aziende, ponendo l’accento sul tema dello spopolamento giovanile del territorio e della necessità di creare occasioni di sviluppo e lavoro. Ovviamente, tenendo sempre alta l’attenzione per difendere la legalità e la democrazia.
Il Sindaco Rozza, infine, accompagnato dalle note dell’eccellente Trio LOV, ha salutato e ringraziato i partecipanti all’evento.
La lettera di Nino Di Matteo a Paolo Borsellino
“Caro Paolo nel mio cuore si è subito scatenato un putiferio di emozioni, di sentimenti, di ricordi. Ho subito avvertito la precisa consapevolezza di non essere in grado di esprimere in poche righe tutto ciò che mi porto dentro fin da quando ero un semplice studente universitario. Un giovane che come tanti altri coetanei siciliani ha visto in te, giudice Borsellino, nell’impegno e nel coraggio tuo e degli altri magistrati del pool antimafia, il simbolo del possibile riscatto. Quel vento di pulizia, di moralità, di legalità, che ai miei occhi avrebbe spazzato via per sempre l’insopportabile immagine di una Sicilia legata inevitabilmente in eterno alla mafia, alla violenza, al tanfo del compromesso e della rassegnazione”. In questi lunghi 19 anni, giudice Borsellino, molte cose, tante situazioni che ti facevano indignare, sono rimaste uguali – affermava con forza Di Matteo in quelle pagine – Forse sono peggiorate. I rapporti tra la mafia e la politica sono continuati, e la loro repressione, la risoluzione di questa piaga mortale continuano ad essere affidate esclusivamente all’azione della magistratura. Alla possibilità di configurare dei reati, come se nei reati si esaurisse il disvalore dell’abbraccio mortale tra la mafia ed il potere. La politica non ha fatto nulla per emendarsi e liberarsi per sempre dalla contaminazione criminale. La corruzione dilagante nel nostro paese sta diventando sistema, viene ormai disinvoltamente accettata come inevitabile corredo all’esercizio del potere. Nessuno, al di là di vaghe parole, sta facendo nulla per porre finalmente un argine ad un fenomeno che grava sempre più sugli onesti e sui più deboli. I valori costituzionali, e primo fra essi quelli della separazione dei poteri e dell’eguaglianza di tutti davanti alla legge, sono messi in pericolo da leggi e da riforme che di epocale hanno solo l’evidente scopo di trasformare la magistratura in un ordine servente rispetto alla politica, al governo di turno, ad un potere che vogliono esercitare senza limiti e contrappesi. Dobbiamo resistere. E, con le armi del diritto, del coraggio e dell’onestà intellettuale, dobbiamo fare di tutto per fare comprendere ad ogni cittadino il pericolo che si sta profilando. Dobbiamo farlo. Tu, giudice Borsellino, lo avresti fatto” (Nino Di Matteo).

















