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Roccarainola: La Foresta Demaniale in fiamme

L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione degli incendi boschivi e della salvaguardia delle aree naturali, patrimonio prezioso per la biodiversità e per la vita della comunità locale. Di Giovanna Ambrosino del 14.08.2025.

Il buio illuminato da bagliore sinistro: la Foresta Demaniale di Roccarainola ha bruciato per ore, dall’11 al 12 agosto, avvolta da un incendio nato dalla mano criminale di qualcuno.

Dopo giorni di apprensione, l’incendio è stato ufficialmente domato. A comunicarlo è stato il referente locale Domenico Lucania, che, insieme agli operai della Forestale e della Regione Campania, ha confermato la completa estinzione delle fiamme.

Determinante, oltre al lavoro incessante delle squadre antincendio, anche la pioggia caduta, che ha contribuito a spegnere gli ultimi focolai.

In fumo 275 ettari di bosco. La Foresta, cuore verde del territorio del territorio non solo di Roccarainola, è stata mortificata, ferita, ammazzata.

Il seme di speranza è stato un gruppo di ragazzi di Roccarainola che, armati di secchi d’acqua, pale, mani, mascherine, hanno raggiunto il fronte delle fiamme, guidati dall’attivista Annibale Vetrano, da tempo impegnato nella difesa della Foresta Demaniale, hanno affiancato i volontari e i soccorritori, cercando di salvare ciò che restava.

Non è stato sicuramente un incidente, è stato senza ombra di dubbio un vero e proprio atto volontario, studiato, pensato ed attuato. E le fiamme, spinte dal vento, hanno lasciato dietro di sé solo cenere.

Il fumo ha invaso le case, la cenere ha ricoperto balconi, cortili, strade per cui respirare durante la notte è stato atroce.

Ogni incendio doloso è un omicidio, ogni incendio doloso è una dichiarazione di guerra alla natura. Un atto vile che non colpisce solo alberi ed animali, bensì la Comunità intera.

Viene distrutto un ecosistema, viene cancellato un patrimonio collettivo, si spezza un legame antico tra l’uomo e la sua natura.

Ancora una volta, la specie più pericolosa ha mostrato il suo volto: l’uomo, capace di ridurre in cenere ciò che lo protegge e lo nutre. Il fuoco si spegne, ma la ferita che lascia nella natura e nella coscienza brucerà per molto più tempo.

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