
“Tesori nascosti, tesori ritrovati”: la FIDAPA di Palma Campania ha visitato il tratto dell’Acquedotto Augusteo, ospite del Gruppo Archeologico Terra di Palma
Obiettivo del progetto di Fidapa – Bpw Italy: rilanciare l’immagine del nostro territorio, coniugando le risorse culturali e quelle turistiche.
Michela Buonagura – Le socie della FIDAPA di Palma Campania, capeggiate dalla Presidente Giovanna Izzo, il giorno 19-03-24, si sono recate in visita guidata ai resti dell’Acquedotto Augusteo di Palma Campania, ospiti del Gruppo Archeologico “Terra di Palma”, in occasione del progetto “Tesori emersi e sommersi”.

L’escursione, infatti, è stata promossa dalla Past Presidente di sezione, Lina Sepe, aderendo al tema internazionale “Tesori emersi e sommersi“, un interessante progetto che porta la firma di Fidapa – Bpw Italy, la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, e che ha l’obiettivo di rilanciare l’immagine del nostro territorio, coniugando le risorse culturali e quelle turistiche.
“I tesori di cui si siamo circondati sono da riscoprire, valorizzare e divulgare. Dobbiamo averne sempre cura, per affidarli alle generazioni che seguiranno”, ha dichiarato l’ing. Luigi Sorrentino che ha fatto da guida al gruppo, illustrando le caratteristiche e le finalità straordinarie dell’Acquedotto Augusteo di Palma Campania, per l’epoca in cui è stato realizzato.
“L’Acquedotto romano del Serino (Aqua Augusta Campaniæ) – ha continuato – fu costruito fra il 33 ed il 12 a.C. per l’approvvigionamento idrico del porto di Puteoli e della flotta stanziata a Miseno, e lungo il suo percorso riforniva le città di Neapolis e Cumae. Il tratto presente a Palma Campania è particolarmente interessante, perché si presenta diverso rispetto agli altri acquedotti romani. Questi erano in genere costruiti secondo un unico sistema architettonico, nel tronco riportato alla luce a Palma Campania, invece, coesistono lo schema a condotta poggiante su archi, i cui piloni in alcuni punti sono rinforzati da contrafforti a scarpa, e quello a muratura piena, interrato, con sviluppo non lineare ed a gomito. L’adozione di questo ultimo accorgimento tecnico fu certamente dettata dall’instabilità dei terreni attraversati, soggetti a fenomeni di cedimento alla base dei versanti, per la presenza di una fitta rete di impluvi”.
Il lavoro finale sarà presentato il 6 aprile durante un evento intersezionale a Pompei e vedrà la presenza delle sezioni FIDAPA di Ariano Irpino, Avellino, Agropoli, Battipaglia, Capri, Caserta, Castellammare di Stabia, Cosenza, Crotone, Gragnano, Grottaminarda, Ischia, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Penisola Sorrentino, Poggiomarino, San Giuseppe del Vesuvio, Sant’Andrea di Conza.
Le socie della FIDAPA hanno ringraziato il presidente del Gruppo Archeologico Terra di Palma Luigi Sorrentino per la disponibilità e si sono dichiarate entusiaste della visita all’Acquedotto Augusteo, da considerare un’offerta turistica di prossimità di grande valore.

















