AREA IRPINACRONACHE E DINTORNIPAGINE DI STORIA

Un ricordo di Alfonso D’Andrea, cronista di lunga data de”Il Mattino”

Molteplici le altre collaborazioni, a cominciare con “La Voce della Bassa Irpinia e dell’Agro Nolano”, di cui nei primi anni di uscita è stato anche direttore responsabile.

Pietro Luciano – Il mondo del giornalismo irpino piange la scomparsa di Alfonso D’Andrea, cronistica di lunga data, nativo di Mugnano del Cardinale, ma da tempo residente ad Avellino. Deceduto lo scorso 2 maggio a 86 anni, presso l’Ospedale “Moscati” di Avellino, ma, per volontà della famiglia, la notizia della sua dipartita è stata comunicata solo ultimamente e giovedì 8 luglio, in suo onore, è stata celebrata una santa messa nella chiesa del Rosario di Avellino.

Cronista di lunga data per “Il Mattino”, comincia le sue prime esperienze giornalistiche nel 1950, quando collabora con il quotidiano napoletano “Roma” e quello nazionale “Il Giornale D’Italia”. Molteplici le altre collaborazioni, a cominciare con “La Voce della Bassa Irpinia e dell’Agro Nolano”, di cui nei primi anni di uscita è stato anche direttore responsabile, con “Il Popolo”, “Il Giornale del Mezzogiorno”, l’“Appennino Nuovo”, “La Tribuna dell’Irpinia” e “Il Ponte”. Nel corso della sua lunga carriera giornalistica, D’Andrea ha anche collaborato con importanti agenzie giornalistiche nazionali, quali Asca e Agi.

E’ stato anche editore di due pubblicazioni, dedicate ovviamente a Mugnano del Cardinale. In “Racconti di vita mugnanesesi è soffermato sullo stile di vita della comunità di appartenenza, focalizzando la sua attenzione sull’importanza dei luoghi di ritrovo e delle tradizioni, come quelle legate alla festa dei Battenti di Santa Filomena.

In “Quei giorni bui e di paura a Mugnano del Cardinale”, invece, D’Andrea racconta da cronista, in modo molto suggestivo, la sua esperienza vissuta da bambino nei 25 giorni, dall’8 settembre al 2 ottobre, che nel 1943 anche a Mugnano del Cardinale portarono alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Diversi gli episodi documentati nel suo racconto: la corsa delle donne al Santuario di Santa Filomena la sera della divulgazione della firma dell’armistizio per chiedere il ritorno dei propri cari dal fronte, la presenza di un autoblindo in piazza Umberto I puntato verso l’ex educandato Maria Cristina di Savoia, il crollo di ponti e di altri palazzi al rione Cardinale, le vittime delle mine.

Nel 2008 ad Alfonso D’Andrea è stato conferito il riconoscimento di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; mentre nel 2017 quello di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo costante impegno nel mondo dell’informazione.

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