CULTURAi personaggiPAGINE DI STORIA

IL CULTO DI SANTO STEFANO A BAIANO IN DUE PERGAMENE DEL XII SECOLO

Ricerche di archivio di Pasquale Colucci.

Il culto di S. Stefano Protomartire è stato uno degli aspetti fondamentali della vita della comunità baianese sin dal momento in cui essa è nata, intorno all’XI secolo, nel quadro della nuova rete di insediamenti abitativi sorti con l’arrivo dei Normanni, i quali, attraverso la feudalizzazione, rimodellarono profondamente la società meridionale, orientandone la crescita economica e «offrendole modalità specifiche d’applicazione» (J.M. Martin).

bty

Un chiaro ed inequivocabile riferimento al culto del Protomartire si rileva infatti già in uno dei primi documenti riguardanti Baiano, vale a dire in una pergamena dell’Archivio di Montevergine del 1129 nella quale è citata, tra l’altro, una «curte Sancti Stephani», cioè una casa rurale con vasti terreni adiacenti coltivati, indicata con il nome del Santo.

In realtà il documento in questione, non si occupa specificamente della citata proprietà agricola, ma concerne altri beni che il signore Guglielmo insieme alla sorella signora Bigolenda e il presbitero Eustachio col fratello Angelo Cornelio, tutti abitanti a Baiano («de loco Baiano territorio Abelle»), donarono nell’agosto del 1129 alla chiesa di Santa Maria di Montevergine e che consistevano in un pezzo di terra sito nel luogo detto «Sagnanu» (offerto da Guglielmo e Bigolenda) ed in otto piante di ulivo (offerte complessivamente da Eustachio e da Angelo Cornelio) tre delle quali erano appunto ubicate nei pressi della «corte di Santo Stefano».

In ogni caso, la preziosa pergamena verginiana fornisce un dato estremamente importante in quanto attesta l’esistenza nel territorio di Baiano di un podere di notevole dimensione, indicato col nome del Santo per la possibile presenza – all’epoca abbastanza comune – di una chiesa o cappella dedicata al Protomartire accanto alle strutture abitative e rurali, che, oltre tutto, spiegherebbe la posizione dell’attuale chiesa di S. Stefano, notevolmente delocalizzata rispetto al centro storico e all’antico insediamento dei Vesuni.

Un ulteriore testimonianza del culto di S. Stefano a Baiano è poi presente in una seconda pergamena dell’Archivio di Montevergine, di circa cinquanta anni successiva alla prima, in cui è citato un appezzamento di terreno indicato col nome del Santo perché, probabilmente, di proprietà della chiesa di S. Stefano a seguito di una pia donazione. Rogato ad Avella nel 1182, l’atto cita, infatti, per ben due volte una «terra Sancti Stephani», posta a confine di un boschetto sito in località Cervito, che il notabile avellano Roberto di Assalonne e sua moglie Pellegrina donarono al monastero di Montevergine e che, tra l’altro, confinava anche con le proprietà del notabile baianese Alessio Cornelio, figlio del dominus Angelo Cornelio, ricordato nella precedente membrana.

Show More

Back to top button

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

errore: Contenuti ( testi e foto ) sono protetti!!!!