
SALVIAMO IL PATRIMONIO RELIGIOSO DI AVELLA, SALVIAMO IL CONVENTO DEI FRATI MINORI
Francesco Alfonso Barlotti-25.01.2021-E’ promossa ed organizzata dalla Pro Loco Abella, presieduta dalla dottoressa Ornella Abate, la campagna di sensibilizzazione civica e culturale, per salvaguardare, tutelare e valorizzare i profili identificativi del patrimonio religioso, storico-artistico ed architettonico della città. Un’iniziativa che punta sulla realizzazione della messa in sicurezza con il restauro degli affreschi -in avanzato stato di degrado- della volta che impreziosisce l’estetica del portico \ pronao della Chiesa della Santissima Annunziata, annessa al seicentesco complesso conventuale dei Frati Minori, costituendo un magnifico modello di architettura religiosa.
Sull’operazione della messa in sicurezza degli affreschi, Alfart, società specializzata nel settore del restauro delle opere d’arte, attiva in ambito regionale con laboratori in via De Sena, a Nola, ha messo a punto lo specifico progetto, su incarico della Pro Loco. Se ne pubblicano le parti più significative, anche e soprattutto per gli aspetti tecnici e per le modalità procedurali che saranno seguite sul versante degli adempimenti amministrativi, in ossequio alle esigenze della pubblica trasparenza, fornendo, al contempo, sintetici cenni storici sul magnifico complesso architettonico della Chiesa dell’Annunziata e del Convento dei Frati Minori.
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Il Convento è situato al centro dell’abitato e, al tempo della sua fondazione, segnava il limite tra il Casale Piazza e quello di San Pietro. Fu costruito per interessamento di un frate avellano, il Padre Girolamo Guerriero, che lo intitolò alla Vergine degli Angeli. Il suolo fu offerto da Carlo Spinelli, duca di Seminara, che lo aveva comprato da Mons. Antonio Scarampi, Vescovo di Nola, cui apparteneva come si evince dall’atto notarile del Notaio Marino Bruno di Avella.
La costruzione della Chiesa iniziò il 1580 e fu portata a termine nel 1589, come appare dall’iscrizione posta sulla facciata d’ingresso; la fabbrica del Convento, invece, fu ultimata, anche se in maniera incompleta, nel 1598, essendo principe di Avella, Don Ottaviano Cattaneo, e fu assegnato alla Provincia Osservante di Terra di Lavoro.
Il Chiostro è uno dei più belli da ammirare in Campania e , in particolare nell’ Agro nolano. Sorretto da snelle colonne di pietra viva, che, una molto dubbia tradizione locale, vuole che siano tutte provenienti dal vicino Anfiteatro romano realizzato nel I secolo dopo Cristo, anche se, e con fondatezza, la stessa provenienza è accreditabile soltanto per le due colonne centrali del portico della Chiesa, il suggestivo Chiostro è stato istoriato dell’artista avellano Ardelio Buongiovanni con scene raffiguranti le tappe fondamentali della vita e della predicazione del Poverello d’Assisi, per la diffusione e la pratica dei valori del Vangelo cristiano.
I lavori iniziarono nel 1616, grazie alla munificenza del signor Palmiero Maietta che ne assunse l’onere e il patrocinio, e furono condotti a termine nel 1641. Al centro di questa stupenda opera architettonica fu fatta cavare nel 1653, da Padre Giuseppe di Fontanarosa, una cisterna. In fondo, sul versante di mezzogiorno, vi è la Chiesa, semplice e solenne, sorta sotto l’invocazione della Madonna degli Angeli, che è stata interessata da varie vicende, trasformazioni e rinnovamenti fino al 1724, anno in cui mutò il suo titolo di dedicazione in quello di Santissima Annunziata; e con la mutazione del titolo di dedicazione, la Chiesa e, grazie al pennello del maestro Castellano e ad alcuni discepoli della Scuola salernitana, fu decorata con quadri ornati di cornici dorate incastrate sotto il soffitto a cassettoni; conta nove altari adorni anch’essi di bei dipinti.
Degni di menzione sono le opere che rappresentano San Francesco d’Assisi ricevente il perdono e la Deposizione, su legno, a sinistra, e un bellissimo crocifisso in legno, di valore inestimabile, che la tradizione vuole proveniente dal Castello di Avella. Dietro l’altare maggiore si ammira il capolavoro del Castellano, con la suggestiva sequenza che raccorda e magnifica la Visitazione, Annunciazione e la visita dell’Angelo a Giuseppe, temi di basilare rilevanza nella visione messianica dell’umanità rinnovata vivificata dallo spirito cristiano.
Il portico della Chiesa fu affrescato nel 1765, come appare dalla data segnata nella lunetta centrale. Il Convento fu costruito tutto a volta: chiostro, refettorio, corridoi e celle. Per la tipologia costruttiva e la posizione logistica di Avella, il Convento è stato a lungo uno dei tre Conventi, destinati alla pratica della Recollezione, istituita da Papa Innocenzo XI. Era la pratica, quella della Recollezione, che si traduceva negli ritiri spirituali, in cui venivano impegnati per un anno i religiosi, dopo il Noviziato e la prima professione, come in un secondo Noviziato, per attendere alla preghiera e alla meditazione, prima di avviarsi al Corso di studi filosofici e teologici.
Il pronao della Chiesa e gli affreschi del XVIII secolo
Le condizioni esistenti e le modalità d’intervento
Le decorazioni a secco sono realizzate sulle tre volte ad unghioni del pronao, vi sono raffigurate le varie scena di vita di San Francesco. Dalla cancellata si entra al pronao completamente decorato nel ‘700, vi è un importante portale in piperno che dà l’accesso alla Chiesa.
L’opera in oggetto versa in un pessimo stato di conservazione, sono visibili ad occhio nudo ed a distanza, le numerose lesioni che attraversano numerose zone dell’intonaco dipinto; le tre volte sono fortemente danneggiate, soprattutto la prima volta che presenta ad occhio nudo svariate lesioni ramificate, la più grave riguarda anche un unghione della volta che ad occhio nudo e da lontano presenta un movimento grave di distacco. Nella volta centrale al di sopra del portale d’ingresso, recentemente, si è staccato un frammento di intonaco dipinto di circa 40 cm x 40 cm circa, tale frammento è stato conservato dal parroco don Giuseppe Parisi ed è in sua custodia. Proprio nella zona del crollo si evince un forte rigonfiamento e collasso dell’intonaco nella zona centrale di congiunzione degli unghioni della volta stessa, visionando le decorazioni a secco da lontano sembrerebbe che il distacco stia avvenendo su una superficie circolare di circa 1 m 50 cm circa. Sempre in questa volta centrale al di sopra del cancello di accesso è presente una grossa stuccatura non coeva di circa 1m 50 cm x 70 cm.
Nella terza volta sono evidenti anche qui le ramificazioni di gravi lesioni di intonaco decorato ed anche qui vi è una stuccatura non coeva di 50 cm x 50 cm circa, si evince un imminente distacco. In tutte le volte del pronao sono visibili anche le perdite di colore le quali hanno creato numerose lacune bianche che interferiscono con la cromia originale. Le decorazioni a secco sono completamente alterate cromaticamente. Sembrerebbe che le decorazioni a secco continuino sulle pareti ma solo dei saggi di pulitura potranno confermarlo.
Queste le dimensioni:
11 m 40 cm x 4 m 73 cm x 6 m circa TECNICA DI RESTAURO:
1. Velinatura con carta giapponese e/o velatino e Paraloid al 20% disciolto in acetone per tutte le zone che vertono in gravi condizioni di distacco ed applicazione di carta giapponese e Paraloid al 20% per tutte le zone ove la pellicola pittorica si sta distaccando
2. Pulitura dell’affresco mediante spolveratura con l’ausilio di pennelli morbidi in setola
3. Pre consolidamento mediante iniezioni di Alcool ed in seguito di Acril Ac 33 e calce lafarge
4. Consolidamento dell’intonaco mediante iniezioni di Acrial AC 33 diluito con acqua al 30%, Calce Lafarge e PLM-A
5. Bloccaggio delle zone fortemente distaccate ed in pericolo di caduta con perni di barrette in vetroresina filettate e puntellatura degli intonaci che vertono in gravi condizioni
6. Svelatura effettuata con Acetone puro dato a pennello solo delle zone in cui l’intonaco è stato consolidato
7. Verifica delle stuccature già esistenti e nel caso rimozione delle stesse tramite piccoli scalpelli
8. Stuccatura delle lesioni più profonde realizzate in sottosquadro mediante preparato di calce idraulica defarinizzata Plm-A e sabbia di fiume densa, applicata a spatola, pulita a spugna
9. Riposizionamento del frammento crollato e tenuto in custodia dal Prete mediante un preparato di Acril AC 33 e calce idraulica
10. Documentazione fotografica, mediante la realizzazione di n° 1 DVD con i files fotografici delle varie fasi dell’intervento (prima, durante e dopo il restauro) e relazione tecnica finale.
L’intervento verrà eseguito in seguito al rilascio delle opportune autorizzazioni del funzionario addetto all’Alta Sorveglianza della Soprintendenza per i BAP e PSAE di Salerno ed Avellino ed al rilascio delle opportune autorizzazioni degli uffici competenti per la tutela.
Tutte le fasi descritte potranno subire delle variazioni a descrizione della Direzione Scientifica della Soprintendenza Competente.
Si stima che l’intervento potrebbe essere realizzato in due momenti il primo riguardante solo la zona centrale della volta centrale là dove si è verificato il crollo al di sopra del portale ed il secondo riguardante tutte le volte decorate.
STIMA ECONOMICA DEGLI INTERVENTI IN RIFERIMENTO AL COMPUTO METRICO IN BASE AL PREZZARIO PER LA CONSERVAZIONE ED IL RESTAURO DELLE OPERE E DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA REGIONE CAMPANIA :
Senza voce Velatura
Il primo strato di velatura sarà effettuato con garza sottile (cosiddetto velatino) e con carta giapponese, tagliata a riquadri quadrangolari, e fatta aderire alle decorazioni a secco mediante resina Acril AC 33, disciolta al 20% in
Acetone 250,00
Senza voce Svelatura delle zone ove si effettuerà il consolidamento dell’intonaco con Acetone puro dato a pennello 250,00
A.16.001.d Consolidamento dell’intonaco di affreschi e decorazioni pittoriche
• Consolidamento degli intonaci originari, di supporto alle superfici dipinte, mediante intervento su aree che risultano radicalmente distaccate, con rigonfiamenti localizzati, secche di porosità e di impoverimento dell’intonaco di sottofondo che provocano fenomeni di disgregazione, mediante l’esecuzione di microiniezioni localizzate di leganti di calce naturale, pozzolana superventilata ecc., caratterizzati da elevata fluidità ed esenti da sali solubili, compreso ogni onere e magistero.
a) consistenza ed estensione dei distacchi di intonachino o intonaco dalla muratura, da considerare molto difficile se i distacchi sono tali da prevedere puntellature o micro puntellature con puntellino a molla delle zone pericolanti o velinatura preventiva delle parti distaccate.
• Particolare attenzione dovrà essere tenuta per gli eventuali distacchi di profondità non colmabili, ma poco pericolosi, e distacchi molto pericolosi per l’incolumità del manufatto che saranno invece ancorati e riempiti molto lentamente con
conseguente innalzamento del livello di difficoltà. in fascia
estremamente difficile Mq 305,27
A.16.002.d Consolidamento della pellicola pittorica di affreschi e decorazioni pittoriche
• Ristabilimento e ri- adesione della pellicola pittorica sollevata a causa delle efflorescenze saline mediante infiltrazione di resina acrilica a bassa concentrazione, ove necessario, con interposizione di carta giapponese e successiva pressione a spatola. Infiltrazioni di silicato di etile in caso di disgregazione e polverizzazione della pellicola pittorica, previa interposizione di carta giapponese.
• Da eseguire mediante emulsioni acriliche a spruzzo o per microiniezioni e spatole in teflon per appianamento scaglie.
a) fenomeni di esfoliazione della pellicola pittorica;
b) sollevamento delle scaglie della pellicola pittorica o pulverulenta della stessa. in fascia
estremamente difficile Mq 267,12
A.16.004.d Stuccatura di affreschi e decorazioni pittoriche
• Stuccatura delle cadute di strati d’intonaco, di lesioni e fessurazioni da eseguirsi con malta di grassello di calce, sabbia di fiume e polvere di marmo. Inclusi i saggi per la composizione della malta idonea per colorazione e granulometria. In fascia
estremamente difficile Mq 228,96
A.16.006.d Trattamento di parti sotto livello di affreschi e decorazioni pittoriche. In fascia facile Mq 152,64
COSTO COMPLESSIVO DELL’INTERVENTO DI RESTAURO SECONDO PREZZARIO PER LA CONSERVAZIONE ED IL RESTAURO DELLE OPERE E DEI BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CAMPANIA DEL 2006
€ 15.000,00 esclusa di IVA al 10 % incluso oneri espletamento pratiche
IVA al 10% € 1.500,00
TOTALE:incluso IVA ed oneri espletamento pratiche € 16.500,00
L’intervento verrà eseguito in seguito al rilascio delle opportune autorizzazioni del funzionario addetto all’Alta Sorveglianza della Soprintendenza per i BAP e PSAE di Salerno ed Avellino e da parte degli Uffici competenti.
N.B Il prezzo del restauro è da intendersi per l’anno in corso e potrebbe subire delle variazioni nel caso in cui al momento delle operazioni di consolidamento l’opera in oggetto avesse danni non visibili da lontano e quindi dovessero emergere elementi non inseriti nel progetto o se durante la fase di lavori si decidesse di inserire ulteriori fasi di restauro.
Nel prezzo è INCLUSO il pacchetto completo per la SCIA, PSC, POS e quant’altro inerente alla sicurezza del cantiere di restauro. La fornitura del ponteggio e tutta la documentazione riguardante la sicurezza dell’impalcatura sarà a carico degli affidatari al lavoro INCLUSO I COSTI PER IL MONTAGGIO E LO SMONTAGGIO DELL’IMPALCATURA.

















