CULTURASociale

Santa Lucia e Sant’Aniello nella tradizione popolare nostrana

Di Domenico Montanaro da noticine.paesane@d.m.

Oggi ricorre la memoria liturgica di Santa Lucia, che, dalle nostre parti, è abbinata tradizionalmente a quella di Sant’Aniello, la cui memoria ricade domani.

Sant’Aniello era venerato in particolare dalle donne incinte, che in questa giornata, in suo onore, dovevano sentire messa e rinunziare a qualsiasi faccenda di casa. Il divieto era rigoroso.

Santa Lucia, che il popolo riteneva sorella di Sant’Aniello, le avvertiva: “‘E me n’avite avé paura, ma ’e fràteme sì! (Di me non dovete aver paura, ma di mio fratello, sì)”.

Sant’Aniello era infatti ritenuto un Santo assai suscettibile e vendicativo: la donna gravida che non lo onorava dovutamente avrebbe potuto partorire un figlio “c”o scartiello” (con la gobba) oppure “surdo” (sordo) o “cecàto” (cieco).

Da domani, quattordici dicembre, avevano inizio le calende (“‘e calènne”), cioè i dodici giorni prima di Natale e gli altri dodici dopo Natale, in base al tempo dei quali era possibile pronosticare il tempo di tutti i mesi dell’anno successivo.

Ancora oggi in alcuni paesi del napoletano – come a Visciano – i mariti che hanno moglie incinte nel giorno di Sant’Aniello non lavorano.

Vi sono due proverbi tuttora in uso riguardanti i due santi: ” ‘A Sant’Aniello nun tuccà né forbice e né curtiello” e “A Santa Lucia nu passo ‘e gallina, a Sant’Aniello nu passo ‘e pecuriello”; e una particolare invocazione alla Santa della Luce: “Santa Lucia cu l’uocchie pezzute, famme truvà ‘e ccòse perdute”.

Il primo si riferisce ad un’usanza della zona secondo cui le donne incinte non debbono adoperare coltelli o forbici, perché il nascituro potrebbe nascere mutilato o deforme.

Il secondo è riferito alla durata del tempo, secondo la tradizione il giorno 13 dicembre (si festeggia Santa Lucia) la giornata si allunga di un po’, come un passo di gallina, il giorno successivo (si festeggia Sant’Aniello) il giorno avanza ancora di più, come un passo di piccola pecora. L’invocazione è riferita alla Santa quale protettrice della vista.

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