
LA RIDICOLOSA : Nu Bambeniello e tre San Giuseppe per la Regia di Enza Esposito
AL TEATRO SANTA TERESA DI NAPOLI, PER LA RASSEGNA A.C.I.S IL SIPARIO

E’ sempre molto interessante vedere le stesse commedie che a distanza di un tempo non lunghissimo calcano lo stesso palcoscenico ,con attori, tempistiche, sceneggiature e scenografie diverse, cogliendo in questo modo differenze attoriali, espressioni ,intensità e modi di approcciare al personaggio in maniera differente l’uno dall’altro . Questa volta -se volessimo ironizzare-sul tavolo degli imputati è presente la Compagnia La Ridicolosa con la regia di Enza Esposito per l’opera Nu Bambeniello e tre San Giuseppe.
L’azione si svolge da principio in un piccolo paese della provincia di Napoli. Carmelina , indotta dalla madre Eleonora , decide di recarsi a Roma , a Cinecittà , dove viene indirizzata ai facili costumi trovando lavoro in un film porno. Carmelina viene bollata da i suoi compaesani come una svergognata anche davanti al padre Pasquale . Si scopre in seguito che è incinta di padre ignoto, la confidenza viene fatta da Carmelina ad un amico di famiglia, Filiberto, la quale rivela di aver tradito il fidanzato ufficiale Giovannino , emigrato in Germania per trovare lavoro .
L’intera compagnia è trainata da una bravissima e preparata protagonista qual è Enza Esposito nei panni di Lionora un ottima interpretazione, un animale da palcoscenico , presente sulla scena così come nell’interazione ed interazione con gli altri attori . Ha alternato momenti di intenso recitato, con pause giuste facenti riferimento a congiunture di delusione, tristezza e scoraggiamento ad altre briose, ironiche, con una cadenza dialettale veloce e frizzante al momento giusto . Parlare in napoletano non è semplice e nonostante ci fossero dei momenti in cui il linguaggio si infittiva, le espressioni si facevano veloci e ritmiche, non ci sono stati errori, attimi di dimenticanza del copione o momenti nei quali la lingua utilizzata divenisse incomprensibile o poco chiara.
Altri gli elementi di spicco che hanno colpito non solo la giuria ma , anche un pubblico divertito e attivo in un riso liberatorio e mai forzato da battute fuori contesto, come l’attrice caratterista Serena Cuomo che – nei panni di Francesca – è stata un ottima interpreta e spalla perfetta per gli attori protagonisti. Ironica e dimessa nello stesso tempo così come tagliente nell’utilizzo della parola sferrata per colpire infidamente il soggetto con il quale interagiva. Uno spettacolo fresco, divertente con un ordine di regia presente e con altrettanti elementi potenzialmente pronti e preparati per ruoli ancor più interessanti come Antonio Sangermano nelle vesti di Vincenzo.
Insomma una compagnia ricca di attori brillanti, con una regia che ha saputo valorizzare le caratteristiche di tutti gli interpreti affidando loro tempi e ruoli che ben si sposavano con le loro peculiarità .Come Antonio Russo che ha utilizzato il suono della sua voce a tratti stridente e rinolalica come elemento caratteristico per il personaggio interpretato, non risultando né fastidioso né fuori contesto, ma anzi pienamente in linea con il ruolo affidatogli.
MARTINA GIUGLIANO

















