AREA VESUVIANACAMPANIACULTURACULTURA E SPETTACOLIi personaggiINTRATTENIMENTOSPETTACOLI

Specchi ovvero ‘e puparuoli ‘e mammina di MariaRosaria Troisi

La Compagnia i fuori classe al Santa Teresa di Napoli per la Rassegna Teatrale A.C.I.S Il Sipario

Kikuo Takano – poeta giapponese- scriveva : “Che oggetto triste hanno inventato gli uomini! Chiunque si specchia sta di fronte a se stesso e chi pone la domanda è, al tempo stesso, l’interrogato. Per entrare più a fondo l’uomo deve fare il contrario, allontanarsi“.

Forse è questo il momento perfetto per alcuni attori della compagnia I fuori scena di allontanarsi da una scena che molto probabilmente non gli appartiene o che non sentono attualmente come propria,né  individuano il teatro come porto sicuro quale è per qualsiasi tipo di attori ed artista .Commedia confusionaria, quella portata in palcoscenico dalla regista Maria Rosaria Troisi al Teatro Santa Teresa di Napoli, che ha come punto focale dell’intera kermesse il ruolo degli specchi, oggetti catartici e rivelatori per l’uomo contemporaneo.

Ho riscontrato nei vari quadri della Commedia: “Specchi ovvero ‘e puparuoli ‘e mammina”, che gli attori in scena non comunicavano tra loro con pathos e partecipazione, non c’era sintonia, alchimia, ma un recitato disconnesso. Ho intravisto discrepanze, rotture non visibili, non conclamate perché taciute sul palcoscenico durante la pièce, ma percepibili all’occhio di un attento osservatore.

Rimpiango la commedia messa in scena durante la scorsa rassegna A.C.I.S Il Sipario ovvero Premiata pasticceria bellavista, attori interconnessi tra le parti. Una commedia che nonostante abbia a suo tempo ricevuto una recensione non del tutto piacevole soprattutto nei riguardi della regia, di fatto non toccava il livello degli attori e del recitato in scena: Tutta un’altra storia come direbbe il nostro amato Pino Daniele.

Un numero elevato di attori in palcoscenico non fa necessariamente di una squadra attoriale un ottima compagnia con al suo interno interpreti di spicco o di livello medio-alto, ma potrebbe- come di fatto è successo nel caso specifico -creare una cattiva comprensione di un testo che di per sè non era neanche così difficile da comprendere, se non fosse stata per una messa in scena poco chiara, caotica e con attori dalla performance opinabile . Dalle note di regia si legge: Un gruppo di amici, uniti dal comune amore per la recitazione, forma una compagnia teatrale. L’intreccio delle storie e dei problemi personali di ciascuno genera esilaranti sitcom. La storia si dipana da uno specchio talvolta inteso come oggetto reale talvolta come riflesso rivelatore di se stessi.

Anche attori che presi singolarmente avrebbero potuto dare molto di più e che hanno indubbiamente un potenziale attoriale di livello, espresso nei singoli monologhi posti in essere  durante gli atti – come nel caso di Ornella Carpentieri -all’interno di un marasma generico ha perso aimè di credibilità e valore scenico

MARTINA GIUGLIANO

Show More

Back to top button

Utilizziamo i cookie per offrirti la migliore esperienza online. Accettando l'accettazione dei cookie in conformità con la nostra politica sui cookie.

errore: Contenuti ( testi e foto ) sono protetti!!!!