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Archeologia e architettura si incontrano alla Stazione Marittima di Salerno

Dal Post di Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino del 31 luglio 2025.

Da alcuni giorni, una interessantissima novità accoglie i visitatori della Stazione Marittima di Salerno!

Nella straordinaria struttura firmata da Zaha Hadid, è stata allestita un’esposizione che racconta un frammento affascinante della storia del territorio salernitano: il corredo funerario di una principessa dell’antichità, eccezionale per ricchezza e provenienza dei materiali, testimoni di una rete di contatti che abbracciava l’intero Mediterraneo.

L’allestimento rappresenta un esempio virtuoso di sinergia tra istituzioni: è, infatti, il risultato del protocollo d’intesa sottoscritto tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il Comune di Salerno.

Curato scientificamente dalla dott.ssa Raffaella Bonaudo per la Soprintendenza, l’intervento inaugura un percorso condiviso che punta alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio archeologico salernitano.

L’accordo mira a promuovere una strategia integrata di sviluppo culturale e turistico, capace di coinvolgere non solo la città ma anche il suo comprensorio, con interventi mirati e sostenibili. Non è un caso se l’incontro tra il passato e il futuro trova una delle sue espressioni più suggestive nella Stazione Marittima, luogo simbolo dell’apertura al mondo e del dialogo tra culture.

I reperti esposti costituiscono il corredo di una sepoltura femminile rinvenuta all’interno di una vasta necropoli situata alle pendici di Montevetrano, nel territorio di Salerno. La tomba, databile alla seconda metà dell’VIII secolo a.C., testimonia l’esistenza di una comunità strutturata, attiva già in questa fase nella definizione dell’identità culturale e sociale del territorio.

Gli oggetti che accompagnavano la defunta – intenzionalmente deposti al momento della sepoltura – esprimono con forza simbolica il ruolo di prestigio ricoperto dalla donna all’interno della sua comunità.

Si tratta di un corredo ricco di elementi significativi, che riflettono l’importanza delle relazioni culturali e commerciali che il territorio salernitano intratteneva con il Mediterraneo, ponendo le basi per il suo futuro sviluppo.

La teca che custodisce il corredo, dotata di un sofisticato sistema d’allarme, è stata progettata ad hoc per l’ambiente della Stazione Marittima dagli architetti Arturo Busillo e Antonio Mangone e prodotta dalla società MTplex.

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