
Concorso polizia penitenziari: ecco lo scandalo delle mazzette. 3 misure cautelari nel Baianese
Come riferisce l'edizione de "Il Mattino" di Avellino di ieri, un giovane del Baianese avrebbe versato una tangente di 8mila euro per superare il concorso di polizia penitenziaria, essendo daltonico non sarebbe mai risultato idoneo.
Dopo l’inchiesta di Santa Maria Capua Vetere si abbatte una nuova bufera sulla Polizia penitenziaria: giro di mazzette nella sede montefortese del sindacato Uspp per entrare nel corpo della polizia penitenziale. Sono cinque le misure cautelari richieste dalla procura partenopea che ha indagato sull’accaduto. G.B. del Baianese avrebbe corrisposto 8mila euro per superare le prove di arruolamento, essendo daltonico. Sono cinque le persone fermate, di cui tre agenti della Polpen (due in carcere e uno ai domiciliari), un funzionario del Dap (ai domiciliari) e lo stesso candidato (ai domiciliari). L’indagine svolta dal pm Mariella Di Mauro ha avuto una svolta importante: indagati il padre del candidato, E.B., il suocero, N.B (di Mugnano del Cardinale).- ritenuto mediatore tra candidato e i pubblici ufficiali. Il tutto sarebbe stato scoperto il 22 maggio durante il passaggio di denaro nella sede del sindacato Uspp, collocato a Monteforte Irpino. Il gip di Napoli Federica Colucci contesta il reato di corruzione e quello di associazione a delinquere a M.R. (dirigente dell’Uspp) e ad E.S. Fondamentali le intercettazioni che risalgono al 5 maggio 2021 dove E.S., M.R. e M.P. avrebbero concordato gli interventi per agevolare il candidato nelle prove. Queste le parole dell’indagato E.S. al candidato: “…veniamo subito al dunque, senza che facciamo giri di parole… qua per questo servizio vogliono qualcosa… 8mila euro quattro di loro fanno 2mila euro ciascuno… questo è un treno che si deve prendere e non si può perdere…”

















