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Campania / Sanità: Investimento di oltre 380 mln con per una Nuova Sanità Territoriale con i progetti previsti nel Pnrr

In Irpinia ci saranno 9 Case di Comunità, 2 Ospedali di Comunità e 2 Centrali.

Da oggi al 2025 la Regione Campania punta a realizzare 169 Case di Comunità, 45 Ospedali di Comunità e 58 Centrali Operative Territoriali: una vera e propria rivoluzione finanziata con i fondi del Pnrr. Tutto questo è previsto nel Piano di realizzazione della “Nuova Sanità territoriale”, presentato nella mattinata del 25 febbraio in conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia dal governatore Vincenzo De Luca. Nel totale l’investimento si aggira intorno ai 380.478.430 euro, 130 dei quali saranno utilizzati per l’acquisto di grandi apparecchiature tecnologiche, mentre altri 160 serviranno a migliorare il programma di digitalizzazione delle Asl.

La conferenza stampa

Grazie all’intervento delle sette Asl campane, sono stati individuati 100 immobili da ristrutturare e saranno realizzate 33 nuove costruzioniL’intervento prevede 169 Case di comunità per l’assistenza primaria e specialistica, con prestazioni anche socio-sanitarie, per le quali è previsto un investimento di 249.721.198 euro. 45 gli Ospedali di comunità con una capienza di 20 posti letto per ridurre gli accessi ai pronto soccorso, per i quali è stato previsto un investimento di 110.987.199 euro. 58 le Centrali operative territoriali, con un investimento di 19.770.033 euro, che serviranno per il coordinamento e miglioreranno il monitoraggio. Un programma complesso che si pone alcuni precisi obiettivi funzionali come quello di evitare la congestione dei Pronto Soccorso sul territorio e quello di offrire possibilità di cura ai malati cronici molto più efficaci rispetto a quelle attuali.

Le Centrali Operative serviranno per filtrare la domanda riducendo il carico sugli ospedali, nelle Case di Comunità vogliamo invece creare lo spazio e il luogo per rilanciare gli screening oncologici, i prelievi e le indagini di laboratorioha spiegato Vincenzo De Luca, che parla di “avvicinare la sanità ai cittadini e ai territori” e punta a invertire il trend dal punto di vista della prevenzione dei tumori.

Nel periodo Covidha proseguito il Presidente della Regioneabbiamo avuto risultati disastrosi, il monitoraggio è stato quasi azzerato: questo è un dato da correggere con priorità assoluta. Va ripresa la campagna di screening che si era avviata e aveva prodotto risultati significativi prima della pandemia. Poi c’è un’occasione straordinaria per rinnovare le tecnologie acquistando nuove Tac (47), nuove risonanze magnetiche (7), mammografie e così via. Infine possiamo digitalizzare ulteriormente tutta la sanità campanaha affermato convinto il Presidente della Regione, che però non si astiene quando c’è da evidenziare gli elementi di criticità da affrontare e superare.

Da un lato c’è la nota questione della revisione del riparto, tra le varie regioni, del fondo sanitario. “Si continua a procedere con la logica della spesa storica e chi più ha avuto continua ad avereha tuonato De Luca, che, d’altro canto, chiede dirivedere il prezzario delle opere pubbliche” perché “la realizzazione della Sanità territoriale inciderà positivamente sul comparto edilizio, ma bisognerà tenere conto di un aumento dei costi delle materie prime del 30%”.

Ma il tema principale è quello del personale ed è oggetto di interlocuzione tra Regione e Governo. “Noi creiamo 169 strutture nuove ma chi le gestisce?” chiede il governatore. “L’ipotesiprosegueè che le Case di Comunità reggano sull’impegno dei medici di medicina generale. Ma è evidente che non possiamo affidarci solo al volontariato, servono assunzioni per dare stabilità: i medici avranno una funzione decisiva ma lo scheletro non può che essere costituito da personale pubblico”.

Nove case di Comunità, due ospedali di Comunità, 4 Centrali Operative: i numeri che riguardano la provincia di Avellino nell’ambito dell’Obiettivo Regione Campania per una Nuova Sanità Territoriale.

Nel piano che arriverà all’attenzione del Governo, ci sono anche le proposte inviate dall’Asl di Avellino, che riguardano nello specifico nove case di comunità, a partire dalla città capoluogo e Bisaccia, Lapio, Lioni, Monteforte Irpino, Moschiano, a cui si aggiungono anche Castel Baronia, Montoro e Montecalvo.

Due gli ospedali di Comunità, quelli del San Giacomo di Monteforte Irpino e dell’ex Clinica Parco degli Ulivi di Moschiano, che dopo venti anni di abbandono tornerà ad essere messa in funzione come il San Giacomo nella triplice veste di Casa di Comunità, Ospedale di Comunità e Centrale Operativa. Altre due Centrali Operative invece riguardano Vallata e Avellino.

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