
Il racconto di un’esperienza lavorativa a Buccino (SA): “La pietra di roccia. Storia di archeologia e di partecipazione”
Conversazione con Adele Lagi, direttrice del Museo Archeologico Nazionale e del Parco Archeologico Urbano dell’Antica Volcei, a Salerno, presso la Sala Mario De Cunzo nel Palazzo Ruggi D’Aragona, alla fine di un percorso dei vita.
Giovedi 31 marzo, alle ore 16.30, a Salerno, presso Palazzo Ruggi D’ Aragona, nella Sala Mario A. De Cunzo, si è tenuta una conversazione di Adele Lagi su: “La pietra di roccia. Storia di archeologia e di partecipazione. Il racconto di un’esperienza lavorativa a Buccino (SA)”.
La conversazione della Lagi, in sostanza, ha riguardato i trent’anni di lavoro della Soprintendenza a Buccino, e la sua esperienza personale, la cui attività iniziata nell’area di S. Stefano, con la scoperta di una vasta area di necropoli con tombe databili tra il VII e il IV secolo a.C, si è evoluta, passando da un’archeologia impositiva e di negazione ad un’archeologia propositiva, capace di innescare una nuova visione sociale e culturale della comunità locale. Ossia l’archeologia vista non più soltanto come salvaguardia, ma capace di innescare, attraverso la valorizzazione del “vecchio”, presente all’interno del paese moderno, un interesse negli abitanti del luogo finalizzato alla possibilità di uno sviluppo sociale e culturale possibile.
Un progetto, come quello di Buccino che assicurava la salvaguardia, doveva vivere cioè nell’interesse collettivo:”… è nostra professione assicurare la tutela del bene e preservarlo dalla distruzione – ha continuato l’archeologa Lagi – ma spetta alla popolazione saperlo apprezzare e farne diventare potenzialità del territorio, preziosa eredità dei nostri padri e così crescere culturalmente e creare lavoro”.
Già nell’ambito dei Dialoghi di Storia Online 2020, organizzati dalla Fondazione MIdA e curati dalla prof.ssa Rosanna Alaggio (UNIMOL) – destinati ad ospitare una serie di relazioni riguardanti realtà storiche del territorio per ampliarne la conoscenza e la valorizzazione, anche da un punto di vista turistico, la dott.ssa Adele Lagi, direttrice del Museo Archeologico Nazionale e del Parco Archeologico Urbano dell’Antica Volcei, aveva tenuto un interessante seminario su “La pietra di roccia: terremoto, archeologia urbana e storia di una città”, in cui è ricordata la storia dell’esperienza archeologica a Buccino dal dopo terremoto alla realizzazione del Museo e del Parco.

Nel proseguire la sua conversazione sottolinea che uno dei meriti della valorizzazione del territorio di Buccino è stato quello di aver avuto sin dall’inizio una costante e proficua collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno: «Ho cominciato il lavoro con il prof. Luca Cerchiai, quando era funzionario, e successivamente con la cattedra di Archeologia retta dalla prof.ssa Angela Potrandolfo. L’ateneo salernitano ha fatto per anni campi scuola a Buccino e molti miei colleghi attuali sono passati proprio da lì …. E questa collaborazione con l’Università va avanti tutt’ora con numerosi risultati di studio, prodotti nei tanti anni di scavo, a cui dobbiamo dedicarci. Abbiamo, inoltre, allestito un museo con i dati tratti dagli studi sul materiale che abbiamo scavato e che andrà avanti con pubblicazioni scientifiche, perché Buccino deve diventare un centro noto anche agli studiosi e, quindi, essere utile alla crescita della conoscenza», aggiunge l’archeologa, che, poi, fa sapere che: «Questo studio, queste tesi e questo materiale saranno coordinati da chi mi sostituirà, la dott.ssa Simona Di Gregorio, giovane e valida archeologa. Io, invece, continuerò a collaborare con la Soprintendenza come volontaria e studiosa perché non vorrei lasciare Buccino».

Adele Lagi, poi, conclude:” Mi auguro di poter sempre aiutare le mie colleghe a portare avanti il progetto di studio e resto a disposizione della Soprintendente su qualunque idea voglia portare avanti. Il clima di amicizia è fondamentale per raggiungere risultati che dall’immaginazione diventato poi reali”.

















