CAMPANIACULTURAOPINIONI

NOLA CAPITALE ITALIANA DEL LIBRO 2022?

Una riflessione di Antonio Caccavale.

Nel 2022 si celebrerà la terza edizione della “Capitale italiana del libro”. Il bando per l’assegnazione del titolo per l’anno prossimo propone il perseguimento dei seguenti obiettivi:

  1. miglioramento dell’offerta culturale;
  2. crescita dell’inclusione sociale e contrasto della povertà educativa, in considerazione delle esigenze della comunità locale di riferimento;
  3. rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali;
  4. sviluppo della partecipazione pubblica;
  5. utilizzo delle nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e di altre categorie a rischio di esclusione sociale e dalle innovazioni tecnologiche, quali gli anziani e i disabili;
  6. promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi;
  7. conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale, anche con riferimento all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU;
  8. diffusione dell’abitudine alla lettura e incentivazione per favorire l’aumento del numero dei lettori, valorizzando l’immagine sociale del libro e della lettura nel quadro delle pratiche di consumo culturale;
  9. promozione della frequentazione delle biblioteche e delle librerie e la conoscenza della produzione libraria italiana, incentivandone la diffusione e la fruizione;
  10. valorizzazione delle buone pratiche di promozione della lettura realizzate da soggetti pubblici e privati, rafforzandone la collaborazione;
  11. valorizzare la diversità della produzione editoriale;
  12. promozione della dimensione interculturale e plurilingue della lettura nelle istituzioni scolastiche e nelle biblioteche.

In questi giorni un certo risalto è stato dato alla notizia che la città di Nola partecipa alla designazione della “Capitale italiana del libro” per il 2022 e che la Regione Campania ha accordato il proprio sostegno.

Bene hanno fatto i promotori di questa iniziativa a candidare Nola, ma credo che avrebbero fatto molto meglio se ne avessero tempestivamente informato, attraverso una campagna di sensibilizzazione, l’intera cittadinanza, allo scopo di sollecitare una mobilitazione corale attorno a quell’ambizioso obiettivo. Ancora meglio, avrebbero fatto i promotori, se avessero fatto conoscere la loro iniziativa alle comunità locali dei Comuni del territorio nolano.

Io non so, davvero, se la candidatura di Nola possa considerarsi competitiva rispetto a quelle delle città concorrenti, ma so che la capitale italiana del libro per il 2021 è Vibo Valentia, che vanta alcuni invidiabili primati, come quello di uno straordinario sistema bibliotecario e quella di una consolidata propensione a promuovere il libro e la lettura, tanto da far invidia alle più importanti città italiane. Il progetto con cui Vibo Valentia si è guadagnato il titolo di capitale italiana del libro per il 2021 era tutto teso a valorizzare, attraverso la promozione della lettura, un intero territorio tramite il coinvolgimento dei Sindaci della Provincia e della Regione.

Qual è il progetto che i promotori di “Nola capitale libro 2022” hanno presentato? Non ho motivo di metterne in dubbio la bontà, ma il fatto stesso che di esso nulla conoscano i comuni cittadini, non rappresenta, di certo, una buona cosa (rendere la cittadinanza partecipe di quella iniziativa, fin dalla fase progettuale, sarebbe stato importante e doveroso). Sarebbe anche interessante sapere se gli estensori del progetto abbiano effettuato una oggettiva ricognizione dell’esistente, per individuare i punti di forza e quelli di debolezza che la città candidata presenta in ordine al numero delle biblioteche e alle iniziative volte a promuovere il libro e la lettura, sia nella versione cartacea che in quella digitale.

Ora, io credo che la candidatura di Nola a capitale italiana del libro, rappresenti, quanto meno, un primo, ineludibile passo: quello di interrogarsi sul grande impegno che occorre mettere in campo per creare le condizioni che potranno consentire alla città bruniana di aspirare, se non per il 2022 per uno degli anni a venire, a fregiarsi di quel titolo.

Ma quali sono gli elementi che potrebbero rivelarsi decisivi e attraverso quali tra essi i promotori della candidatura di Nola hanno motivato la loro richiesta?

Hanno pensato, i promotori, di andare oltre Nola, di aprirsi al territorio e agli altri Enti istituzionali, alle scuole, alle pochissime biblioteche esistenti nel nolano, a tutti i privati cittadini che siano disposti a dare una mano, alle “carto”, più che librerie, presenti a Nola città e nell’intero circondario?

Non reputano, i promotori, fondamentale avvicinare e sollecitare i dirigenti scolastici e i docenti di tutte le scuole del nolano perché l’offerta formativa dei singoli istituti preveda progetti volti a promuovere la lettura?  

Ritengono, i promotori di Nola capitale del libro, che potrebbe rivelarsi decisivo dar vita ad un’alleanza necessaria e imprescindibile tra tutti i succitati soggetti allo scopo di stringere un patto, un patto vero, per la promozione della lettura?

In che modo, i promotori, intendono operare per far sì che la loro iniziativa non rimanga nel chiuso di una ristretta cerchia di persone, ma che miri a coinvolgere le comunità e i cittadini del nostro territorio?

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