
San Paolo Bel Sito: Storia di un vitigno attraverso i secoli
Evento a Villa Montesano, con il patrocinio della Città Metropolitana di Napoli, del Comune di San Paolo Bel Sito, delle Cantine di Marzo e dell’AIS Vesuvio, per raccontare anche la storia delle Cantine di Marzo.
(Francesco Di Palma) – Certamente tra i migliori vini italiani, il Greco di Tufo, eccellenza della terra irpina, beneficia della menzione Denominazione di Origine Controllata e Garantita e per tal motivo viene prodotto solo in otto comuni dell’avellinese:Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

Dalla incantevole storia di questo pregiato vino, prende le mosse un evento organizzato il 14 gennaio, a Villa Montesano nel ridente Comune di San Paolo Bel Sito, evento che ha voluto non soltanto essere un focus sulla storia del vitigno attraverso i secoli, ma ha voluto anche raccontare la storia di una delle principali cantine produttrici: le Cantine di Marzo.
Stando alla leggenda, nel lontano 1647, anno in cui imperversava la peste, Scipione di Marzo scappò dal suo Paese natale, San Paolo Bel Sito, per rifugiarsi nell’ avellinese presso il comune di Tufo. Secondo il racconto leggendario, pare che il sampaolese abbia portato con sé l’uva di un antico vitigno diffuso sulla costa Campana, il Greco del Vesuvio o di Somma, o anche di Nola, e l’abbia trapiantato sulle colline di Tufo.

Nei secoli, questo vitigno si è perfettamente adattato al sottosuolo del comune irpino, ricco di minerali e di zolfo che conferisce al vino la sua peculiare mineralità.
Le origini antiche di questo vino sono, tra l’altro, attestate dal ritrovamento a Pompei di un affresco appartenente al I secolo a.C., dove viene espressamente nominato il “vino greco”, la cui coltivazione avvenne inizialmente proprio ai piedi del Vesuvio, per poi diffondersi nell’avellinese.
Ne parlava anche Plinio il Vecchio, il quale, facendo riferimento all’alto valore di questo vino, di cui scrissero, elogiandolo, anche Virgilio, Catone, Columella e Marrone, diceva: “In verità il vino Greco era così pregiato, che nei banchetti veniva versato solo una volta”.

All’ evento, organizzato dal consigliere comunale del Bel Sito Aniello Sabatino, erano presenti il Sindaco di San Paolo Raffaele Barone; il titolare delle storiche Cantine di Marzo, Ferrante di Somma; Antonella Monaco, esperta in ampelografia; Vincenzo Mercurio, miglior enologo italiano dell’anno 2022; Ernesto La Matta, delegato Ais (Associazione italiana sommelier) Vesuvio e Daniele Antignani di Villa Montesano.
L’ incontro aperto al pubblico ha inteso anche essere un’occasione per promuovere e far conoscere la storicità e le bellezze del borgo ai piedi del Monte Cicala. La serata, occasione di convivialità per gli amanti della bevanda di Bacco, si è concluso con una degustazione dei vini Greco di Tufo Docg Riserva Vigna Serrone e Vigna Laure 2020, il tutto finger food.

















