
METTIAMOCI D’ACCORDO E CE VATTIMME
Regia di Carmine Gammaro ,in scena al Teatro Santa Teresa di Napoli

Tre gli Appuntamenti che hanno visto protagonisti gli Attori della Compagnia Teatrale “ARTISTI DISTRATTI” per la Commedia METTIAMOCI D’ACCORDO E CE VATTIMME regia di Carmine Gammaro ,in scena il 3, il 4 ed il 5 Dicembre 2021 al Teatro Santa Teresa di Napoli. Ma proseguiamo per gradi: In casa Iaccarino vivono in contrasto i coniugi Geppino e Margherita. Come se non bastasse, per loro c’è anche un nonno da accudire e una sorella zitella da sistemare. Durante le vari fasi della commedia non son mancati i continui equivoci e litigi tra i personaggi all’interno di una famiglia giunta al limite della pazienza e della sopportazione. Scoppiettante e sorprendente il finale, quando in casa Iaccarino tornerà finalmente la pace.

Una compagnia senza ombra di dubbio coesa, con attori preparati, professionali, chiari nel modo di recitare e di tenere la scena. Il Regista CARMINE GAMMARO presente come tale dietro ai ruoli degli attori in scena, come attore invece è apparso a tratti rigido, con un impostazione vocale e fisica che in alcuni momenti lo rendeva- nelle vesti di Persichetti – quasi troppo perfetto, lontano dalla spontaneità e dall’umanità di alcune scene , ma non per questo inopportuno o stonato. Interessanti gli attori protagonisti ROBERTO CESIANO nei panni di Geppino e M.TERESA SISTO nelle vesti di Margherita. La perfetta coppia che scoppia per stanchezza, per i troppi e futili litigi e per lo scorrere monotono del tempo che a volte può rendere la vita coniugale un po stanchevole. Ironici, frivoli e in alcuni punti della commedia profondi, pronti con battute e massime a far rivelare il lato più intimo ed intenso dei loro personaggi. Una nota stonata? La lunghezza dei due atti, troppo prolissi. Hanno reso una commedia inizialmente brillante, divertente e molto appassionata, monocorde e ripetitiva nel tratto conclusivo della sceneggiatura. Un plauso particolare all’Attore non Protagonista FERDINANDO TERRINONI . Ottima padronanza scenica, così come la dizione, mai artefatto nè distaccato dall’aspetto emotivo che il suo personaggio richiedeva in scena. I due atti si sono svolti all’interno di un unico ambiente domestico ovvero il salotto, arricchito da colori ed elementi decorativi che ben richiamavano lo stile di una famiglia allargata, tradizionalista ed alternativa al tempo stesso. Giuste anche le scelte di trucco e costumi entrami volti a valorizzare le bellezze, così come le brutture e i difetti estetici dei personaggi in scena. Lodevole il contributo finale delle tre serate, non a caso l’incasso degli spettacoli è stato interamente devoluto al progetto “La casa di Matteo” associazione che prevede la realizzazione di due case di accoglienza per bambini orfani con gravi disabilità.
MARTINA GIUGLIANO

















