29 giugno, festività dei santi Pietro e Paolo
Un ricordo di Carlo Ebanista di tre anni fa (29.06.2021).

Forse non tutti sanno che nell’arco settentrionale dell’abside della basilica di S. Felice a Cimitile si conservano i resti di un ciclo pittorico altomedievale con storie dell’apostolo Pietro. Con ogni probabilità, gli affreschi furono eseguiti all’epoca di Leone III, vescovo di Nola tra la fine del IX secolo e gli inizi del X secolo. Del ciclo petrino rimangono i resti di sei riquadri, della zoccolatura e della fascia che sottolineava l’esterno della nicchia.
Per il riconoscimento delle scene (lacunose e parzialmente nascoste da altri strati d’intonaco) sono risultate fondamentali alcune fotografie degli anni Cinquanta del secolo scorso e soprattutto la testimonianza di Andrea Ambrosini che, alla fine del Settecento, poté identificarne cinque distribuite su due registri e leggere parte delle iscrizioni. La scelta di episodi della vita di S. Pietro, se è corretta la datazione degli affreschi all’epoca del vescovo Leone III, va esaminata alla luce dei rapporti che il presule ebbe con papa Formoso (891-896) che lo aveva consacrato. Non a caso è stato ipotizzato che l’iconografia della cappella dei Santi Martiri rappresenti una difesa del pontefice o, piuttosto, l’espressione figurata della legittimazione della propria consacrazione.
Per chi volesse saperne di più: C. Ebanista, La committenza vescovile nella Campania altomedievale. I casi dei presuli nolani Lupeno e Leone III, in Geografie delle committenze. Dinamismo politico, artistico e culturale nell’Italia centro meridionale (IX-XIV secolo), a cura di A. Monciatti, M.C. Rossi, V. De Duonni, M.A. Madonna, Cerro al Volturno 2021, pp. 39-70. https://unimol.academia.edu/CarloEbanista

















