AMBIENTEAREA IRPINA

Nasce “Gruppo volontari ripuliamo il Mandamento”, iniziativa lanciata tramite i social da alcune associazioni locali al fine di organizzare giornate ecologiche e salvare l’ecosistema montano del Territorio

Giuseppe Monteforte:"Si è avvertita l’esigenza di attivarsi e mettersi a disposizione del proprio territorio".

La tutela dell’ambiente e del habitat è sempre più di vitale importanza, affinché si possa salvaguardare il futuro delle generazioni prossime, cercando di donare un mondo più pulito e sano. Greta Thunberg, la giovane attivista svedese ormai divenuta celebre per le manifestazioni a salvaguardia dello sviluppo climatico e contro il cambiamento climatico, è stata una piccola goccia dentro al mare, che ha smosso l’opinione pubblica e soprattutto, ha svegliato le generazioni future a proposito della custodia dell’ambiente.

La giovane attivista svedese è stata un trampolino di lancio per le attuali generazioni, risvegliando un tema di vitale importanza per il futuro; tematica, purtroppo, dimenticata temporaneamente e messa nel cassetto dalla classe dirigente politica (prima dell’avvento della pandemia, ndr). Una speranza c’è, affinché si possa cambiare e regalare un mondo sostenibile, anche se lontano anni luci allo stato attuale.

Il territorio del Baianese-Alto Clanio non è rimasto inerme dinanzi ad un tema così vitale, soprattutto se le aree montane sono a repentaglio costantemente dallo sversamento illegale di rifiuti di ogni specie. Gioielli del territorio si sono trasformante in vere proprie discariche alla luce del sole ed altri pronti a diventarle…

È nato così il “Gruppo volontari ripuliamo il Mandamento”, ’iniziativa lanciata tramite i social da alcune associazioni locali  al fine di organizzare giornate ecologiche e salvare l’ecosistema montano del Baianese-Alto Clanio. Il lodevole progetto si pone come obiettivo fondamentale quello di <<costruire una coscienza ambientale e stimolare le istituzioni del Baianese-Alto Clanio a lavorare insieme per creare sviluppo nel nostro territorio>>.

Giuseppe Monteforte, presidente dell’Associazione “WiCast”, uno dei fautori assieme a tante altre importanti associazioni del Baianese-Alto Clanio del progetto di riqualifica e protezione ambientali, ha analizzato la nascita del progetto messo in campo, focalizzandosi a proposito della tutela ambientale e dei progetti futuri dell’associazione. 

DLa pandemia ha messo un po’ il bastone tra le ruote, cambiando tutti gli scenari e piani per le aziende, attività commerciali, team sportivi, ma soprattutto la cultura sta pagando il tasso più alto. Quanto ha influito a livello progettuale la pandemia per WiCast?

R – Nonostante la pandemia ci stia rallentando molto, noi di WiCast oggi, nel pieno rispetto delle norme previste dall’ultimo decreto legge, riusciamo a portare avanti alcune attività. Per esempio a Baiano abbiamo avviato il nostro progetto di riqualificazione urbana delle aree degradate attraverso i murales. Crediamo fortemente che l’arte possa creare socialità e comunità e per questo motivo, dopo Baiano, proseguiremo il nostro lavoro a Mugnano del Cardinale in piazza Cardinale. Infine, prossimamente sulla nostra pagina Instagram pubblicheremo video che trattano diversi temi, da quelli sociali a quelli ambientali.”

D – Com’è nato il progetto “Gruppo volontari ripuliamo il Mandamento”? Quali obiettivi vi siete prefissati per il presente ed eventualmente per il futuro?

R – “Il gruppo nasce, perché si è avvertita l’esigenza di attivarsi e mettersi a disposizione del proprio territorio. L’obiettivo è quello di costruire una coscienza ambientale e stimolare le istituzioni del Baianese-Alto Clanio a lavorare insieme per creare sviluppo nel nostro territorio.”

D – Il 18 marzo è stata la Global Recycling Day, Giornata mondiale del riciclo, istituita nel 2018 dal Global Recycling Foundation, ma l’area montana del Baianese è invasa dai rifiuti, soprattutto quelli speciali. Sul gruppo ogni giorno arrivano centinaia e centinaia di segnalazioni a tal proposito. È uno schiaffo alla Natura e a questa giornata così importante?

R – “Se danneggiamo l’ambiente, danneggiamo noi stessi. La natura non è qualcosa da cui possiamo prescindere ed è per questo che è arrivato il momento di porre fine al fenomeno degli sversamenti, ma anche di realizzare, qui ed ora, un nuovo modello di sviluppo. Ad esempio, credo fortemente che sia necessaria un’indagine epidemiologica dei casi di tumore nel Baianese-Alto Clanio per capire se si tratta di numeri che rientrano nella normalità, oppure se si è verificato un aumento fuori dalla norma.”

DLa Natura e i luoghi situati nel Baianese-Alto Clanio sono abbandonati a sé stessi, senza i dovuti controlli?

R – “I controlli vanno sicuramente potenziati, tuttavia non credo che la repressione sia l’unica strada da seguire per migliorare la situazione. Al contrario penso che i Comuni del Territorio debbano collaborare con la Regione Campania e il Parco Regionale del Partenio per creare sviluppo. Le opportunità ci sono: penso ai fondi PSR, ma anche ai programmi LEADER o alle risorse presenti nella SNAI (strategia nazionale aree interne). Le strade ci sono e vanno intraprese e per questo motivo concludo lanciando delle proposte: non è forse arrivato il momento di completare il processo di Unione dei Comuni? E che ne pensate di un GAL? È arrivato il momento di organizzare una strategia di sviluppo nel nostro territorio, anche perché le risorse provenienti dal Next Generation Eu sono ormai alle porte e non bisogna lasciarsele sfuggire.”

D – Cosa direbbe alla politica locale, ma soprattutto alle istituzioni, che per certi aspetti “cercano di contrastare questo fenomeno di abbandono dei rifiuti”?

R – “Mi rendo conto che per la politica locale risulta difficile governare questo fenomeno per svariati motivi che possono essere economici, ma anche sociali. Come già detto sopra, la classe dirigente mandamentale deve lavorare in piena sinergia per creare sviluppo, in modo da consentire a tanti e a tante della mia generazione di rimanere nel proprio territorio. Sono convinto che lo sversamento dei rifiuti non si risolva solo con un’azione di repressione, ma che occorra costruire una coscienza ambientale e soprattutto creare sviluppo: in questo modo ciascuno di noi si renderà conto delle ricchezze presenti nel proprio territorio”

D – Un domani il nostro territorio potrebbe essere sempre più invaso da immondizia e spazzatura. Si immagina un futuro del genere? Che cosa si auspica per il futuro?

R – “Voglio essere ottimista e, quindi, cito Deleuze: “Datemi un po’ di possibile, sennò soffoco”.

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