
Avella: Cantiere Collegiata di San Giovanni Battista de’ Fustiganti
Avvio di restauro della pala d' altare del pittore Nicola Malinconico e completamento di restauro esterno della facciata. Da facebook del 2 ottobre 2024 di Antonia Solpietro.
Al via il restauro della pala d’altare della chiesa di San Giovanni Battista de’ Fustiganti, dipinto seriamente compromesso dal degrado del tempo, opera del pittore Nicola Malinconico, come si legge dalla firma apposta in calce.
Nato a Napoli il 3 agosto 1663, figlio di Andrea, pittore, e di Antonia De Popoli, sorella del pittore Giacinto, iniziò il suo apprendistato presso la bottega paterna, dove già si era formato il fratello Oronzo, per poi passare nella bottega di Luca Giordano e rivolgere la sua attenzione soprattutto alla pittura di storia e di soggetto religioso, ma il suo interesse fu rivolto anche alle nature morte.
“… Lasciò di dipingere fiori, e si diede a studiare le figure sul colorito di Luca Giordano…” così lo ricorda nel Settecento Bernardo De Dominici. Tuttavia lo stile del Malinconico non è estraneo alle esperienze pittoriche di Francesco Solimena, tanto che nel 1878 il Dalbono considera Malinconico l’innovatore del linguaggio di Luca Giordano.
Il dipinto di Avella è attestato per la prima volta da una fonte inedita dell’Archivio Storico Diocesano di Nola, un corposo volume manoscritto sulla chiesa Collegiata di Avella, all’interno del quale è riportato un: “Inventario di tutti li Mobili, Apparati, e Sagre Suppellettili”, redatto nel 1728 per volere del vescovo Francesco Maria Carafa, in cui si attesta: “Un Quadro Grande nuovamente fatto per l’Altare Maggiore di S. Giovanni Battista, S. Giovanni Evangelista , S. Sebastiano, Maria Vergine, S. Anna, e S. Giuseppe“.
La preziosa e precisa descrizione del dipinto consente di collocare la sua realizzazione ante 1728, forse entro il 17 Giugno 1727, quando il pittore risulta ormai deceduto.
La tela di Avella, dunque, può considerarsi un’opera della piena maturità di Nicola Malinconico, insieme al “Martirio di S. Antimo” per il soffitto della parrocchiale di Sant’ Antimo.
E’ grazie al parroco di Avella don Giuseppe Parisi che, per l’amore e la cura del patrimonio culturale della sua chiesa e della sua comunità, il restauro sarà reso possibile e sarà eseguito da Daniela Mellone della ditta Vassallo.
La direzione dei lavori è affidata ad Antonia Solpietro dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Nola, mentre l’Alta Sorveglianza è di Paola Apuzza della Soprintendenza di Avellino.
Procede, intanto, il completamento della maestosa facciata della chiesa di San Giovanni, avviatosi da tempo e rimasto non ancora ultimato sul lato sinistro e su quello laterale alla chiesa.



“Le sorprese non mancano mai. Infatti, proprio su questa piccola porzione della facciata sono emerse le tracce di cornici decorative precedenti, che come direzione lavori ho deciso di lasciare a vista, quale testimone delle fasi di vita dell’edificio sacro – ha dichiarato la Solpietro, che continua: “Grazie al rinvenimento di antiche immagini, verrà integrata l’iscrizione, un tempo in facciata e ritrovata lacunosa, che ci ricorda l’intervento patrocinato dal cardinale Bartolomeo D’Avanzo nel 1882”. “Il restauro – conclude – è sempre foriero di scoperte affascinanti, è un sapere scientifico e come tale è frutto di competenze specifiche”.
Il restauro della facciata della chiesa è stato affidato alla ditta Pheliana, di Martino Del Mastro e Antonietta Petruzziello, la direzione dei lavori ad Antonia Solpietro, sotto l’Alta sorveglianza della Soprintendenza di Avellino.

















