
Impennata dei valori del Pm 10 e del Pm 2,5 in tutta la conca nolana
I Medici dell’Ambiente di Nola preoccupati per i valori alti segnalati dalla centraline Arpac di S. Vitaliano, Volla e Acerra del 10 febbraio scorso. In previsione uno sforamento del 50%.
Ancora una impennata dei valori del Pm 10 e del Pm 2,5 in tutta la conca nolana, acerrana, aversana che interessa i comuni Nola, Volla, Acerra, Pomigliano, Casoria e Aversa con oltre 500 mila abitanti.
Infatti l’ultima segnalazione della centralina Arpac di S. Vitaliano del 10 febbraio ha segnalato il 23esimo sforamento; situazione simile a Volla, Acerra e fra un mese è previsto uno sforamento di oltre il 50 % di ben 10 centraline in tutta la conca, su un totale di 20 centraline.
Oltre le auto nel nolano-acerrano pesano sulla qualità dell’area lo Stir a Tufino con le discariche di Paenzano, le cave di Polvica, la cava di Casamarciano, l‘Interporto di Nola, l’inceneritore di Acerra. Una situazione ormai insostenibile anche per la posizione geografica di Nola, una pianura incavata che non dà respiro a tutto il territorio.
Se a tutto questo aggiungiamo che molti comuni dell‘area non hanno personale qualificato per monitorano l’aria, la situazione diventa ancora più grave.
Sul burc la Giunta regionale della Campania ha pubblicato le procedure operative relative all‘emergenza delle polveri sottili che l’Unione Europea da decenni aspetta e che alcune regioni d‘Italia, tra cui la Campania hanno deciso di attuare per ridurre l’inquinamento atmosferico, che tanti effetti deleteri sta provocando alla salute dei cittadini.
La Regione Campania dovrebbe a breve attuare il divieto di accensione del pellet, il fuoco all’aperto, controllare che le auto non si fermano in strada con il motore acceso.
Intanto i Medici dell‘Ambiente dell’Area nolana stanno preparando un ricorso per la tutela della salute dei cittadini.

















