
Bruxelles: workshop internazionale sul tema “Amministrare con Visione: Appalti Pubblici – Plasmare le città per un futuro sostenibile”
Considerazioni di Antonio Caccavale sull’intervento del sindaco di Casamarciano Clemente Primiano.
“Abbiamo presentato – questo è quanto ha dichiarato il giovane sindaco di Casamarciano, Clemente Primiano – un modello che unisce concertazione delle scelte, visione strategica e strumenti trasparenti per l’attuazione delle gare pubbliche. Un approccio che ha dimostrato di poter rendere i processi amministrativi più efficienti, ma soprattutto più vicini ai bisogni reali delle comunità”.
Con tutto il rispetto per quanto un giovane sindaco ha affermato a Bruxelles, in occasione del workshop internazionale sul tema “Amministrare con Visione: Appalti Pubblici – Plasmare le città per un futuro sostenibile”, quell’esempio di buona governance e pianificazione integrata che caratterizzerebbe i Comuni aderenti all’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’area nolana, si stenta, e non poco, a vederla.
Credo, anzi, che a caratterizzare le amministrazioni comunali dell’area nolana sia ancora quel campanilismo che, da sempre, e non per colpa dell’Agenzia di Sviluppo, impedisce loro di vedere appena un po’ più in là del proprio naso.
Quell’Agenzia, uno dei cui compiti, fondamentali per le nostre latitudini, è quello di fungere da Centrale Unica di Committenza, per assicurare trasparenza, regolarità, economicità nella gestione dei contratti pubblici e nella prevenzione del rischio di infiltrazioni, non può sostituirsi all’assoluta mancanza di volontà dei Comuni che ad essa aderiscono, di concertare scelte nell’ambito di una visione strategica di sviluppo territoriale.
Non può inventarsi, quell’Agenzia, strumenti per costringere i Comuni a valorizzare, in una prospettiva sovracomunale, le rispettive peculiarità socio economiche, storiche e culturali.
Né, da quell’Agenzia, ci si può attendere che spinga i singoli Comuni a valutare l’eventualità di avviare un percorso che, al prezzo della rinuncia di ogni forma di asfittico e controproducente campanilismo, consenta di realizzare una o più Unioni comunali, allo scopo di ottimizzare e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Non credo di pronunciare un’eresia se dico che, allo stato attuale, i Comuni che aderiscono all’Agenzia di Sviluppo sono del tutto estranei gli uni agli altri e, come è sempre accaduto, ad esempio, quando un Comune è stato fatto bersaglio di nefandezze ambientali, come è avvenuto con l’emergenza rifiuti e con le attività estrattive, hanno dimostrato e dimostrano una incapacità a solidarizzare tra loro per dare più forza alle istanze motivate e legittime dei cittadini.
Altro che “plasmare le città (i territori dei nostri Comuni) per un futuro sostenibile. Se manca una seria presa di coscienza sullo stato in cui versa il nostro territorio e se non si individuano gli strumenti più idonei a poter operare per il bene comune, non si farà un solo passo avanti.

















