
Caos al Drive-In di Avella. Interviene anche il Consigliere Regionale Alaia
Montanaro: "Ieri sono state mandate via tante persone potenzialmente positive"
A meno di 4 giorni dalla riapertura delle scuole primarie secondo l’ordinanza di Vincenzo De Luca, si registrano i primi malumori e polemiche per lo screening epidemiologico su alunni, genitori, docenti ed organico scolastico presso il Drive-In di Avella.
Il calendario stipulato dall’ASL di Avellino prevedeva, secondo gli accordi con le fasci tricolori del Baianese, che nel pomeriggio di giovedì 20 novembre venissero eseguiti i tamponi agli studenti e al personale scolastico dei comuni di Quadrelle, Sirignano e Mugnano del Cardinale. Domenica pomeriggio, invece, sarebbe toccato ai comuni di Avella, Sperone e Baiano.
Nella giornata di ieri, Enrico Montanaro, sindaco di Baiano, aveva denunciato mediante un post su Facebook la disorganizzazione dell’ASL di Avellino per la “negata possibilità di effettuare il tampone a familiari conviventi di persone positive”.
Non si è fatto attendere l’intervento del consigliere regionale di Italia Viva Enzo Alaia, nonché presidente della Commissione Sanità della Regione Campania: “Ricevo lamentele rispetto a quanto accaduto oggi al drive in di Avella. Nonostante le evidenti e comprensibili criticità che l’ASL si è trovata ad affrontare a causa di un evento di dimensioni assolutamente imprevedibili ed incontrollabili, episodi come quello che si è consumato oggi nel mio Paese non sono accettabili. Nutro la massima stima e ammirazione per gli operatori che ormai da mesi lavorano incessantemente, ma, tuttavia, trovo che lo stesso rispetto sia dovuto nei confronti di ciascuna famiglia che oggi vive un momento buio, a causa della presenza nel proprio nucleo di uno o più contagiati. Sicché considero queste lamentele come richieste d’aiuto, di cui mi farò personalmente carico” – Conclude il consigliere regionale: “Ora più che mai, è opportuno che l’ASL operi in base a direttive chiare e lineari, non negando il diritto di ciascun cittadino di veder tutelata la propria salute, e per questo mi batterò.”
Stamattina sono arrivati i chiarimenti dell’Asl, in merito al ritardo delle somministrazioni dei tamponi e della situazione verificatosi ieri presso il drive-in di Avella. L’Azienda sanitaria irpina precisa: “Relativamente ad eventuali ritardi nella somministrazione dei tamponi, è necessario fare delle distinzioni. Nel caso di tampone di controllo a seguito di un esito positivo proveniente da un laboratorio pubblico o da un laboratorio privato accreditato, il positivo viene inserito in un programma di controllo e quindi riceverà il secondo tampone, decorsi almeno dieci giorni. Tutti i contatti stretti riceveranno il tampone a dieci giorni dalla positività del soggetto dichiarato positivo. Per questa tipologia di positività i ritardi, che potrebbero essere lamentati, sono limitati a 2-3 giorni al massimo, in alcuni casi dovuti alla difficile ricostruzione della rete dei contatti”.
Sul disagio di Avella, come denunciato da Montanaro e da Alaia: “si chiarisce che anche a seguito dell’istituzione della Zona Rossa, per recarsi presso le postazioni Drive-In è necessario giustificare gli spostamenti, attraverso la convocazione (sms) inviata dall’Asl”.
Il botta-risposta tra il sindaco di Baiano e l’Asl si è protratto nuovamente. Montanaro ha nuovamente attaccato l’azienda di Via degli Imbimbo sul caos verificatosi ieri al drive-in: “Le giustificazioni della Direzione Generale dell’Asl non spiegano il perché del caos nella somministrazione dei tamponi nei drive-in. Il fatto stesso che ad Avella ieri siano stati somministrati solo 66 tamponi, quando potenzialmente la struttura ne avrebbe potuto somministrare 200, dimostra che è fondata la tesi secondo la quale manca una organizzazione adeguata alla gestione della fase emergenziale.”
Montanaro prosegue, evidenziando come l’Asl stia cercando di salvare il salvabile: “Abbiamo grande rispetto per il lavoro svolto dal personale della nostra Azienda sanitaria Locale per medici, paramedici e amministrativi, tutti impegnati generosamente nella lotta al Covid, ma chi guida i processi deve saper valorizzare e coordinare queste risorse. La Direzione Generale deve spiegare ai cittadini e agli amministratori locali come intende rendere funzionale l’organizzazione nella somministrazione dei tamponi, in particolare programmandone un numero adeguato in ragione delle potenzialità dei drive-in. Ad Avella sono stati incredibilmente mandati via i familiari conviventi dei positivi, ciò appellandosi alla circostanza che l’ultimo DPCM prevede che occorra giustificare lo spostamento. Una toppa, questa, peggiore del buco che non trova alcun fondamento ed è priva di buon senso: trattandosi di conviventi del soggetto positivo, avevano più di una ragione per spostarsi, e l’ASL più di una ragione per somministrare subito il tampone. L’Azienda sanitaria, inoltre, non ha spiegato come intende comportarsi con le tantissime persone che sono abbandonate a loro stesse: nonostante le segnalazioni dei primi cittadini, tante persone non vengono contattate per essere sottoposte a tampone, né per le indagini epidemiologiche che il caso richiede.”
Il sindaco di Baiano evidenzia come la collaborazione tra le fasce tricolori e l’Asl sia molto importante, affinché si evitino eventuali disguidi: “La Direzione dell’ASL dovrebbe maturare la consapevolezza che il supporto dei sindaci può essere di grande aiuto nella gestione dell’emergenza, per il semplice fatto che sono quelli che più di altri conoscono le comunità che sono chiamati ad amministrare. Quando segnaliamo un problema è perché sappiamo che si tratta di una situazione che necessita di un intervento urgente. Noi, per certo, sappiamo di dover dare delle risposte a chi si rivolge a noi, e purtroppo queste risposte deve fornirle l’Azienda sanitaria che ha la competenza nella gestione della fase emergenziale.
Montanaro conclude evidenziando la mole di problemi, che sta attraversando l’ASL guidata dalla dottoressa Morgante come i lunghi tempi di attesa per mettersi in contatto con gli operatori: “I Drive-in hanno un senso, se servono a somministrare un numero adeguato di tamponi: la media è di 200 tamponi al giorno. Ad Avella ieri ne sono stati somministrati solo 66 e sono state mandate via tante persone potenzialmente positive. Le linee telefoniche attivate sono spesso inutilizzabili, perché nessuno risponde a chi chiama; ci sono tante persone che sono in attesa del tampone già da oltre 30 giorni. Insomma, con buona pace della dottoressa Morgante, ci sono problemi organizzativi grandi quanto un edificio di 10 piani e in questa fase è mancato quel semplice buonsenso che è fondamentale per una più efficace gestione delle fasi emergenziali.”

















