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San Vitaliano: Si inaugura l’opera dell’artista Gianfranco Coppola posta nella rotonda di via Nazionale

Una mano stilizzata di colore azzurro mantiene una stele, che ricorda il Cippus Abellanus, con ai due lati i simboli del paese: la palma ed il Santo.

Pietro Luciano – Dopo i lavori della “doppia” rotonda sulla strada provinciale per Nola e quelli alla rotonda presso il ristorante pizzeria Il Cavallino di via Nazionale delle Puglie, è in dirittura di arrivo un’altra opera di urbanizzazione viaria a San Vitaliano: la grande rotonda di via Nazionale, lato Marigliano.

Pianificato dalla Città Metropolitana di Napoli già sotto il precedente sindacato Falcone bis, dopo una fase di stallo, il piano delle rotonde, ideato per migliorare la circolazione viaria, con diminuzione dei tempi di percorrenza dei tratti stradali e relativa diminuzione dell’inquinamento automobilistico, oltre che per abbellimento delle strade e del paesaggio, è ripartito di gran lena grazie all’attività dell’Amministrazione del sindaco Pasquale Raimo e all’assessore Luigi Russo.

Oramai in dirittura di arrivo, venerdì 15 luglio alle ore 20.00, anche la consegna dei lavori della rotonda, costruita su via Nazionale, che collega e fluidifica il traffico proveniente da Nola in direzione Marigliano (snodo Corso Umberto I e via XI Settembre).
Sul lato destro dell’opera, direzione Nola, è stato installato l’opera ideata dall’artista sanvitalianese prof. Gianfranco Coppola, che richiama  l’antico documento epigrafico in lingua osca del Cippus Abellanus (età post-graccana 120 -110 a.C.), attualmente nel Museo del Seminario Vescovile di Nola, e, quindi, il senso del limite ovvero del confine, che accoglierà e saluterà gli automobilisti che transiteranno per San Vitaliano.

Su una base mattonellata di color giallo-verde è stata collocata una mano stilizzata completamente di colore azzurro che mantiene una stele, lavorata a mano su rame, che riporta ai due lati i simboli del paese: da un lato la palma, perché la leggenda narra che, nel 600 d.C., il Vescovo Vitaliano di Capua si fermò nel Casale di Palmola stremato dalla fatica e, per gratitudine, salvò gli abitanti del luogo, gli antenati del Sanvitalesi, da una gravissima siccità e dalla carestia, facendo piovere;  dall’altro lato della stele, invece, c’è il Santo patrono.

Mentre i lavori della rotonda, come già ricordato, sono stati pianificati e pagati dalla Città Metropolitana di Napoli, per la realizzazione dell’installazione, commissionata alla società Meridional Spot di Marigliano, se ne è assunto l’onere il Comune di San Vitaliano, che ha pagato anche la progettazione e la realizzazione dell’opera.

L’artista Gianfranco Coppola, nato a Pomigliano d’Arco (NA), è pittore, designer, medaglista e cesellatore. Docente presso il Liceo Artistico “Bruno Munari” di Acerra (NA), da oltre un ventennio si serve di antiche tecniche quali: sbalzo e cesello, tiratura a martello, patine a fuoco, vetrate istoriate e smalti. La sua poetica è tesa a un confronto continuo con il sostrato archeologico italiano. Le opere in metallo, infatti, presentano motivi tipici delle culture del periodo osco-italico, etrusco-romano e soprattutto magnogreco. Ha esposto in svariate mostre italiane. Tra le sue recenti partecipazioni di rilievo quella al Premio FijlkamArte a Ostia Lido (15 ottobre 2019 –  7 marzo 2020).

Di lui ha scritto il critico d’arte Angelo Calabrese: “Artista sensibile, rivela una esemplare dimestichezza con l’arte dei metalli che rende a rilievi pittorici negli sbalzi variati da equilibrate ossidazioni. Interessanti le sue incisioni e le microsculture nelle quali si rivela creativo inventore di gioielli”.

L’opera – Il Cippus, alto circa 192 centimetri, è stato ricoperto da due grandi lamine in rame patinate (in verde-rame), realizzate con l’antica tecnica dello sbalzo e cesello, ed è stato ricoperto su entrambi i lati da immagini: da un lato San Vitaliano immerso in una fitta pioggia, che allude al miracolo dell’acqua del santo patrono del paese e, dall’altro lato, due palme, avvolte da un nastro: la palmula, che ricorda i primi abitanti sanvitalianesi.

Il nastro ha la forma del simbolo dell’infinito, che ritroviamo anche nella lampada votiva realizzata dal Coppola e collocata sulla tomba di San Felice in Pincis, nelle Basiliche paleocristiane di Cimitile.

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