CALCIO

Chelsea sul tetto d’Europa per la seconda volta nella sua storia

Nella serata di ieri, dinnanzi a poco più di 20 mila spettatori con il ritorno finalmente del pubblico allo stadio a distanza di quasi di un anno, allo stadio do Dragao, in Portogallo, si è disputata la finale di UEFA Champions League. Un match molto interessante, perché ad affrontarsi sono il Manchester City, allenato da Guardiola, e il Chelsea, allenato da Tuchel, subentrato al posto di Lampard. Finale tutta inglese, come due anni fa, la quale, fa presuppore subito ad una grande partita tra le due sfidanti.

Al fischio d’inizio si notano due squadre con la voglia di vincere e alzare la coppa “dalle grandi orecchie”: per il City sarebbe un sogno poiché sarebbe la sua prima Champions, mentre per il Chelsea invece sarebbe la seconda nella sua storia, ma sarebbe motivo di rivincita, in quanto arrivato quarto in Premier League.

Il City si rende subito aggressivo, ma non trova le occasioni giuste per portarsi in vantaggio. I Blues, invece, sono sfortunati, poiché al minuto 38 uno dei protagonisti del match, Thiago Silva, è costretto ad abbandonare il terreno di gioco, a causa di un brutto colpo ricevuto da Gundogan, il quale è stato prontamente sanzionato dal direttore di gara. A tre minuti dalla fine del primo tempo, arriva la svolta della partita: il goal di Havertz, che porta in vantaggio un Chelsea, concretizzando ulteriormente le chance avute precedentemente.

Nel secondo tempo non mancano occasioni, che potrebbero riportare il match in parità, ma il City gioca diversamente, forse per la delusione del goal subito prima dell’intervallo oppure per l’uscita forzata dal campo di De Bruyne, anche il belga per infortunio per via di uno scontro con Rudiger. Il City vuole giocarsi il tutto per tutto, quindi Guardiola decide di mandare in campo- per l’ultima volta sul terreno di gioco con la maglia del City- Aguero. L’argentino ha deciso di non rinnovare il contratto con il Manchester City; voci di mercato proiettano il classe ’88 al Barcellona. Purtroppo, per il City, non bastano 97 minuti per far scoccare la giusta scintilla, che avrebbe permesso di segnare almeno il goal del pareggio ed avrebbe sicuramente dato più fiducia e forza nel bilanciare una finale combattutissima fino all’ultimo secondo. Fischio finale, arriva la festa: il Chelsea è campione d’Europa per la seconda volta nella sua storia.

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