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Pro Loco Prata: Niente fuochi per Santa Lucia

Riceviamo e pubblichiamo. Pillole di storia.

È purtroppo ufficiale. NIENTE “FUOCHI” per Santa Lucia, come già lo scorso anno, quando a causa della recrudescenza della pandemia si decise di limitare eventuali assembramenti.
Quest’anno prendiamo atto delle ORDINANZA SINDACALE 125 che prevede, fino al 15 dicembre p.v., il divieto “assoluto di bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all’esercizio dell’attività agricole nonché la combustione dei residui vegetali forestali”, attenendosi alle indicazioni emerse dal tavolo tecnico della Prefettura di Avellino.
Seppur amareggiati per la mancanza dei “fuochi” cercheremo di portare, per quanto possibile, un po’ di spirito natalizio durante le prossime festività. Ma la strada è quella giusta, torneremo presto ad abbracciarci davanti ad un falò spontaneo nelle strade di Prata. Nulla cambia invece per le celebrazioni religiose e quindi tenetevi aggiornati sulle pages fb delle Confraternite”.

La Pro loco si è data lo scopo più ampio di promuovere e incoraggiare la conservazione e lo sviluppo del patrimonio culturale, materiale e immateriale del paese. L’impegno è che i fuochi del prossimo anno saranno più belli che mai.

Pillole di storia – Non abbiamo notizie storiche certe sulla diffusione della tradizione dei focaracci per Santa Lucia a Prata, nella sera della vigilia della sua solennizzazione (12 dicembre). La celebrazione in un giorno prossimo al solstizio d’inverno rimanda come di consueto alle antiche feste popolari pagane legate ai culti della luce e del fuoco (Artemide ad es.). Malgrado ciò, a Prata, le notizie di un altare dedicato a Santa Lucia risalgono al sec. XVI, quando era tra quelli posti all’interno di una cappella affrescata del Priorato verginiano di Santa Maria della Neve di Prata (fondato nel 1528).

Il culto sopravvisse anche quando la dipendenza pratese di Montevergine fu ridotta a grancia del monastero di Montefalcione (1618), attestando lo juspatronato della nobile famiglia Ciambelli su quella cappella per antica devozione. Solo dopo le demolizioni successive ai terremoti del 1688 e del 1732, la statua lignea policroma e l’altare furono trasferiti nella chiesa di S Maria delle Grazie (oggi la Matrice intitolata a San Giacomo, Patrono di Prata), dove si conservano allo stato attuale.
Il fuoco è l’elemento che ricopre un ruolo fondamentale nella solennizzazione per cui, ancora oggi, si accendono i falò per rinnovare la radicata tradizione locale ed illuminare la notte che precede la festa di Santa Lucia.
Il culto per la Santa di Siracusa costituisce ancora oggi un importante fattore di aggregazione e di condivisione SPONTANEA nei vicoli e nelle stradine della.vecchia Prata: residuo di un rituale simbolico e apotropaico, atto a scacciare le tenebre e ad invocare la luce (della fede).
Alcune notizie sono state tratte da FP Giovino, “Arte e Storia a Prata di Principato Ultra”, Delta 3 edizioni, Grottaminarda 2007)

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