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Quindici / Chiesa parrocchiale di Maria SS. delle Grazie: Alla scoperta della narrativa di Francesco Sepe e del ciclo romanzesco delle Cronache marcianesi

Andrà tutto bene pubblicato nel 2020 e Il filo della memoria pubblicato nel 2021, i romanzi su cui sono stati sviluppati punti di riflessione dal prof. Ottaviano Siniscalchi e dal prof. Bruno Donnarumma, con le conclusioni dell’autore. Ha coordinato il Forum, la dott.ssa Elisabetta Ronga.

Gianni Amodeo – Andrà tutto bene, è il romanzo pubblicato nel 2020 che racconta le struggenti e coinvolgenti vicende di Lorenzo e Sofia, chiamati a misurarsi e a superare mille traversie e difficoltà, per coronare il loro sogno d’amore, facendo leva su quella forza d’animo e quello spirito di tolleranza che, tenaci e indomabili, sono peculiari dell’età giovanile. E’ una complessa trama, a cui il ben calzante titolo  conferisce compiutezza di senso, ispirato com’è  dal post-it che cominciò a diffondersi in Lombardia  nei primi mesi di due anni orsono, quando l’aggressività della SarsCov2, tra le chiavi di registro della narrazione, colpì con serrata  durezza e incalzante continuità le comunità dell’area bergamasca, toccando in vertiginosa e costante immediatezza picchi  crescenti, per propagarsi sull’intero territorio nazionale, innestandosi negli scenari della più estesa e devastante dimensione planetaria, scaturita dai   focolai di  dilagante virulenza insorti per la prima volta nei territori di Wuhan, in Cina, sul finire della stagione estiva del 2019.

Chiesa SS. Maria delle Grazie – interno

Era il motto – quello espresso nel post-it e ravvivato nel romanzo dalla storia di Lorenzo e Sofia -, che divenne il simbolo espressivo di lunghi tratti di quell’anno, tanto da essere anche intonato e ritmato in chiave musical-canora su balconi e terrazze di città, piccoli paesi e borghi, quale auspicio e desiderio di vita. Un viatico d’incoraggiamento che si diffondeva, quasi ad esorcizzare i drammi e le molteplici angustie emergenziali sia sanitarie che socio-economiche, che l’implacabile coronavirus veniva imponendo senza concedere alcuna tregua, nell’alternarsi tra brevi e lunghe restrizioni, con costrizioni di vario genere, svilendo e annullando ogni forma di relazione e socialità, fino ad abolire e ridimensionare la stessa sacralità dei funerali.  Era un monito – Andrà tutto bene –  di fiduciosa speranza verso il futuro e, al contempo, un’esortazione consolatoria, a fronte di una tragedia imprevista ed imprevedibile sotto tutte le latitudini, in cui l’umanità si ritrovò, d’improvviso e a sorpresa, nelle fragilità e nei limiti che da sempre ne costituiscono l’essenza e la natura, ma che spesso preferisce ignorare o eludere con ingannevole auto-lesionismo, inseguendo sciocche smanie di potere e miti di grandezza vuoti di senso.

Il filo della memoria è il romanzo pubblicato nel 2021, anno di ancora perdurante pandemia, ma anche, per dir così, anno d’interregno, durante il quale si sono venute dispiegando le perentorie e efficaci risposte sanitarie  di  vasta e capillare scala internazionale delle campagne vaccinali antivirus; un anno d’interregno che, a sua volta, costituisce l’asse di collegamento tra  i mesi di lockdown del 2020 e l’anno in corso, in cui il Covid19  e le sue varianti in fase di regresso  sembrano evolversi verso la rassicurante dimensione epidemica, specie nelle aree in cui le vaccinazioni hanno coperto la larga maggioranza delle popolazioni. Ed è proprio l’ambientazione pandemica, a far da occasionale, ma per nulla secondario, sfondo al racconto de Il filo della memoria, al cui centro è la vicenda di Liliana Ferrante; una vicenda avvolta da lunghe ombre e misteri pluridecennali, su cui puntano a far luce l’inappuntabile e accorto investigatore dalla fine intuizione, qual è il commissario Carmine Savastano e il suo fidato collaboratore ch’è il professore Felice Festa, un campione d’intelligenza. Una storia tutta da leggere, per coglierne il senso …

Andrà tutto bene e Il filo della memoria sono le opere più recenti della narrativa di Francesco Sepe, che fanno parte del ciclo delle Cronache marcianesi, che richiamano un fantomatico Marciano, nel cui spaccato di quotidianità e di piatto conformismo, qual è caratteristico di tanti microcosmi paesani del Sud, l’autore innerva trame e racconti. Un ciclo di romanzi, in cui Francesco Ciccio, per famigliari, amici, conoscenti e la vasta schiera di colleghi impegnati nel pianeta Scuola – Sepe, si esprime con  disinvolta versatilità di scrittura e vivace ricchezza lessicale, rivelando profondità d’acume, vera connotazione del genere poliziesco, versante noir, così com’ nelle sue corde intime e genialità inventiva; un ciclo, di cui le altre perle narrative hanno per titolo, Il signore dei miracoli, Il falco pellegrino, La Bocca dell’Acqua.

Andrà tutto bene e Il filo della memoria sono stati al centro del Forum, tenutosi sabato – 30 aprile, ore 18,00 – nella Chiesa parrocchiale di Maria Santissima delle Grazie. Tema dell’evento, Due passi nella paura. La pandemia nei romanzi di Francesco Sepe, con gli indirizzi di saluto del sindaco Eduardo Rubinaccio, del parroco don Vito Cucca e del presidente della Pro Loco, l’avvocato Michele Santaniello, mentre letture selezionate dai due romanzi sono state proposte dall’attore Nicola Le Donne, dall’attrice Angela Grasso, dall’avvocato Salvatore Grasso e dal dottor Mario Campanile.

Punti di riflessione, sono stati sviluppati dal prof. Ottaviano Siniscalchi e dal prof. Bruno Donnarumma, con le conclusioni dell’autore e l’intermezzo musicale classico della soprano Maria Sepe.

Ha coordinato il Forum, la dott.ssa Elisabetta Ronga con il supporto tecnico-logistico di Radio Star, la storica emittente del territorio.      

 

L’AUTORE – Francesco Sepe è originario della provincia di Avellino, dove attualmente vive e lavora.
È stato per un paio d’anni collaboratore di un importante quotidiano a tiratura nazionale. “Bocca dell’acqua”, primo volume di un progetto più ampio, segna il suo esordio come “contastorie”. È il primo libro da lui pubblicato con “Sillabe di Sale Editore”.

Andrà tutto bene (Cronache marcianesi Vol. 4) – Lorenzo e Sofia, due giovani Campani della provincia, che si frequentano e si amano da un paio d’anni, cedono ai sensi e Sofia resta incinta. Decidono di ricorrere a un matrimonio riparatore, ma mentre si accingono ad organizzarlo, Lorenzo, ragioniere in nero e mal retribuito, riceve la convocazione per una supplenza da una scuola di Bergamo. Sofia ha appena concluso la triennale di Psicologia e si prepara alla prova selettiva per la specialistica. Si sposano a fine ottobre, ma sono costretti a vivere separati e lontani: si ritrovano solo ad ogni fine settimana.
Poi sull’Italia si abbatte il coronavirus e Lorenzo, per una serie di circostanze, resta intrappolato a Bergamo…

Il filo della memoria: (Cronache marcianesi – vol. 5°) – In un afoso pomeriggio di agosto del primo anno della pandemia, il professore Felice Festa, docente di lettere del Liceo di Marciano ed occasionale collaboratore del commissario Carmine Savastano, torna a casa dopo una lunga degenza in ospedale per covid-19.
Un docente di educazione musicale del suo Paese, Ernesto Vecchione, gli fa visita e gli chiede di occuparsi di una ricerca apparentemente anagrafica: vorrebbe notizie di una persona, Liliana Ferrante, conosciuta più di sessant’anni prima come vigilatrice d’infanzia in una colonia marina.
Il venticinque novembre il professore Festa, mentre cerca di elaborare il lutto per la morte di Maradona, apprende da Savastano che a Marciano è stata assassinata una giovane donna.
Il professore e il commissario, ciascuno per la sua parte, condurranno parallelamente le due indagini: quella di Felice Festa si rivelerà come un faticoso viaggio a ritroso nella memoria, mentre il commissario dovrà ricostruire una dolorosa vicenda di amore e morte.

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