ANGOLO DELLA SCUOLACAMPANIACRONACHE E DINTORNIi personaggiIERIPAGINE DI STORIA

Napoli / Polo Digitale degli Istituti Culturali: Ambiente e genti nelle fotografie di Giuseppe Caravita, Principe di Sirignano, agli esordi del Novecento”

Relazione della dr.ssa Maria Grazia Leonetti nell’ambito del convegno sul tema “La rappresentazione fotografica del paesaggio, tra campagna e dintorni delle città”, seduta del 14 dicembre, tenutasi presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, dove hanno partecipato Raffaele Colucci, già sindaco di Sirignano, e Pasquale Colucci, autore di un volume sul Principe.

Nel corso del convegno sul temaLa rappresentazione fotografica del paesaggio, tra campagna e dintorni delle città”, organizzato a Napoli il 14 e 15 dicembre dal Polo Digitale degli Istituti Culturali di Napoli, presieduto dalla prof.ssa Renata De Lorenzo, la dr.ssa Maria Grazia Leonetti, Pio Monte della Misericordia, ha presentato, in collaborazione con la prof.ssa Maria Antonella Fusco, storica dell’Arte, già dirigente MIC, nella sessione pomeridiana del 14 dicembre, una interessante relazione su “Ambiente e genti nelle fotografie di Giuseppe Caravita, Principe di Sirignano, agli esordi del Novecento”.

In questa seconda edizione dell’evento, la prima si è tenuta nel dicembre del 2021 ed ha indagato gli sguardi e le urgenze dei racconti fotografici delle città del Meridione, poli di attrazione e di emigrazione dal “contado”, a cavallo del XIX e XX secolo, è stata proposta una ulteriore riflessione sul tema della rappresentazione fotografica, nelle collezioni di archivi pubblici e privati, collocati non solo nel centro-sud del paese, con particolare attenzione al tema del paesaggio.

Tra fine Ottocento e primo Novecento alla rappresentazione dell’urbanizzazione crescente e delle problematiche relative agli adeguamenti e ai risanamenti delle città, ben raccontate anche nelle fonti fotografiche, fanno da controcanto i luoghi e le genti di comunità “disperse” nei vasti territori delle campagne meridionali.

Gli organizzatori, allora, per valorizzare i tesori di immagini, custoditi in archivi fotografici italiani spesso poco noti, con questa due giorni hanno inteso portare attenzione alla rappresentazione della civiltà rurale e costiera, anch’essa investita in parte dai fenomeni della modernizzazione e dell’industrializzazione del paese, ma in senso inverso, con lo spopolamento e, soprattutto per il Sud, con il lento declino di territori e di economie locali.

Nuovi soggetti” sono interpretati da sguardi e narrazioni per immagini che preludono alla riscoperta e al censimento, dopo l’Unità d’Italia, non solo dei monumenti d’arte, presenti in ogni borgo del Paese, ma anche dei paesaggi, naturali e antropici. Si fa strada, così, un primo bisogno di raccogliere testimonianze di un patrimonio immateriale, indagando sugli usi e sui costumi soprattutto contadini, custodi delle tradizioni popolari di tanti e diversi territori, tuttora in via di scoperta o riscoperta. E’ stato indagato anche il rapporto tra fotografia e pittura, importante soprattutto nella rappresentazione fotografica del paesaggio. La fotografia nei territori dei dintorni delle città si fa spesso pittoresca, ma non solo. Emergono, infatti, in diversi fotografi i primi interessi per una fotografia sociale ante litteram.

Su invito della dr.ssa Leonetti, tra l’altro nipote di Giuseppe Caravita, che ha relazionato sull’argomento, nella sessione pomeridiana del 14 dicembre, tenutasi presso l’Istituto Italiano per gli Studi Storici, hanno partecipato come uditori Raffaele Colucci, già sindaco di Sirignano, e Pasquale Colucci, autore, nel 2011, del volume sul Principe “Giuseppe Caravita e Sirignano alla fine dell’Ottocento”, con prefazione di Francesco Balletta, edito da europrint 2000 s.r.l. – Sirignano.

Al termine degli applauditi interventi delle relatrici Leonetti e Fusco, il dott. Pasquale Colucci ha brevemente testimoniato l’affetto che, a 122 anni dalla scomparsa, ancora lega i Sirignanesi alla figura di Giuseppe Caravita.

Tra i tanti contributi, tutti oltremodo interessanti (link di collegamento: https://bit.ly/3i4tLBr), ci piace segnalare quello presentato da Francesca Capano, Università di Napoli Federico II, “Napoli città d’oltremare nel racconto fotografico di Federico Patellani”; quello di Costanza D’Elia, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, “La Kodac di Salvatore Di Giacomo”; quello di Alessandro Castagnaro e Andrea Pane, Università di Napoli Federico II, “Luoghi e paesaggi nell’archivio fotografico di Roberto Pane”; quello di Gaia Salvatori, Università di Napoli Suor Orsola Benincasa,”Uno sguardo sull’Irpinia. Le stereoscopie di primo Novecento del fondo Pretti nell’Archivio Matania“; quello di Giuseppe Pignatelli Spinazzola, Università della Campania Luigi Vanvitelli, “Paesaggio e architetture dei dintorni di Napoli negli scatti fotografici di Paolo di Monda (1945-1975)”; quello di Rosario Petrosino, Curatore scientifico del Mudif, “Il paesaggio nella Campania tra Ottocento e Novecento negli archivi familiari e di comunità”; quello di Annunziata Berrino, Università di Napoli Federico II – CIRICE, e Paolo Speranza, Associazione Italiana per le Ricerche di Storia del Cinema, “La rappresentazione fotografica dell’Irpinia tra età liberale e fascismo”.

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