
Lutto nel mondo della musica per la morte di Marcello Colasurdo
E’ venuto a mancare a 68 anni, lo scorso 5 luglio
Lutto nel mondo della musica per la morte di Marcello Colasurdo, il musicista che, per molti, è stato il “re” della tammurriata. E’ venuto a mancare a 68 anni lo scorso 5 luglio.
Già negli ultimi tempi, però, le sue condizioni di salute non erano delle migliori. Afflitto da un grave diabete, gli era stata amputata la gamba destra fino al ginocchio, la vista lo aveva abbandonato dopo una caduta in casa ed un trauma cranico; poi le sue condizioni si erano aggravate, e gli era stata amputata anche la gamba sinistra. Entrato in coma e ricoverato al Cardarelli, il suo cuore non ha retto più.
Nato a Campobasso, si trasferì a Pomigliano d’Arco a soli 10 anni ed entrò a far parte, come voce, dello storico gruppo degli Zezi. Nel ’96, poi, fondò i Marcello Colasurdo Paranza. Molte le sue collaborazioni, dalla Nuova Compagnia di Canto Popolare agli Almamegretta.
Ricordato anche come attore di cinema e teatro, ha lavorato con Fellini e Martone.
I funerali, che si sono svolti il 6 luglio nella chiesa madre di San Felice a Pomigliano d’Arco, si sono trasformati in una festa di popolo con una serie di tammurriate, cantate da cori spontanei che hanno fatto da colonna sonora alla liturgia funebre, culminata, inevitabilmente, con il canto di «Vesuvio».
Tra la folla si potevano distinguere gli ex sindaci di Pomigliano, Michele Caiazzo e Antonio Della Ratta, l’ex presidente della provincia di Napoli, Dino Di Palma, il deputato dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, Oreste Scalzone, il fotografo Luciano Ferrara, e, soprattutto, tanti musicisti passati, come Angelo De Falco, Fausta Vetere della Nccp, Eugenio Bennato, Daniele Sepe, Enzo Gragnaniello, Gennaro Tesone degli Almamegretta, Sacha Ricci dei 99 Posse, Carlo Faiello, Maurizio Capone, Salvio Vassallo, Enzo Lagatta, e tutto il popolo delle paranze, storiche e giovanili.
Al posto del sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, c’era il vicesindaco, Domenico Leone, accompagnato dall’assessore alla cultura, Giovanni Russo. C’erano anche i sindaci di Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo, Vittorio D’Alessio e Antonio Saggese, luoghi cari a Colasurdo che ogni anno guidava le paranze per le celebrazioni di Mamma Schiavona, nel santuario di Montevergine.
Tanti i messaggi per Colasurdo circolati sui social.
L’annuncio della sua morte è stato diffuso sul suo profilo social con questo messaggio: “Adesso alzate le vostre tammorre nell’alto dei cieli e suonate per me. Io da lì continuerò a suonare per voi nei cerchi della terra e dei campi elisi. Grazie a tutti per l’amore che mi avete dato“.
“Fondamentale interprete di una lunga, felice e feconda fase di ripresa, rivalutazione e riproposizione della nostra storia culturale. È stato interprete magistrale della Zeza”, ha scritto di lui il Museo delle Maschere e del Carnevale di Montoro – Stati Generali della Zeza.
“E’ venuto a mancare un personaggio di rilievo nel campo del folklore irpino e campano, devotissimo della Madonna di Montevergine. Ogni anno si recava in pellegrinaggio ai piedi della Madonna in rappresentanza degli umili e dei discriminati, con la fede di chi sà che la nostra Mamma Celeste sarà sempre attenta alle suppliche dei suoi figli”, gli fa eco Enzo Anargi sulla pagina social di Cordadarte (rivista storico-artistica-ambientale di Mugnano del Cardinale).
Molti altri i messaggi in suo ricordo, ai quali si associa Il Meridiano, che tante volte si è occupato, in cronaca, del suo “passaggio” su questa terra.

















