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Atripalda: Campagna di scavo dell’Università di Salerno

Protocollo d’intesa tra Comune, Unisa, Soprintendenza ai BA.A.A.S. di Salerno e Avellino e Direzione Regionale dei Musei, e altri Enti. Il commento di Gerardo Troncone. Il Progetto “Abellinum. Piano per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dell’antico centro irpino”.

Venti studenti dell’Università di Salerno sono stati impegnati per cinque settimane nel parco archeologico di Abellinum ad Atripalda.

La campagna di scavo, in forza della convenzione tra Comune, Unisa e Soprintendenza ai BA.A.A.S. di Salerno e Avellino e la Direzione Regionale dei Musei che da dicembre scorso ha la competenza sul parco archeologico di Abellinum, è andata avanti fino al 4 agosto.

Si va avanti, dunque, lungo la strada della valorizzazione di Abellinum.

IL COMMENTO: UNA SPERANZA PER L’IRPINIA

A chi, nel corso del torrido mese di Luglio, abbia avuto il coraggio di imboccare la via polverosa che conduce agli scavi della Civita di Atripalda sarà capitato di imbattersi in un folto gruppo di giovani, chini sotto il sole impietoso, a riportare alla luce con le vecchie pietre la nostra anima più antica e la nostra Storia quasi perduta.

Gerardo Troncone – Direttore Gruppo Archeologico Abellinum

Sono studenti di Archeologia dell’Università di Salerno (dipartimento del prof. Cerchiai), che hanno avviato questo percorso virtuoso grazie anche alla lungimiranza e al coraggio dell’Amministrazione comunale di Atripalda (sì, ci vuole davvero coraggio a sacrificare qualche gozzoviglia o un gigidalessio in piazza aggratiss per dare spazio alla Cultura, quella vera).

Un grazie a tutti questi giovani e al gruppo di qualificatissimi docenti che li coordinano, sotto la guida del prof. Alfonso Santoriello e della dr.ssa Daniela Musmeci, per averci regalato, in questi tempi bui, una luce di speranza, vivida e limpida (Gerardo Troncone).

IL PROGETTO ABELLINUM

Il progetto “Abellinum. Piano per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dell’antico centro irpino” punta allo studio dell’antica città di Abellinum con l’obiettivo di ampliare le conoscenze e creare strumenti utili alla ricerca, alla tutela e alla promozione del Patrimonio Culturale del comune di Atripalda (AV). L’Università di Salerno, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino e con altri enti di ricerca, ha avviato dal 2019 un programma di ricerca e studio, per giungere, da un lato, alla promozione di programmi di tutela, valorizzazione e riqualificare dell’area archeologica di concerto con la Soprintendenza, dall’altro, all’estensione della carta archeologica, dinamica, della città di Atripalda, consentendo di affrontare le importanti problematiche storico–archeologiche ancora aperte e poco conosciute.

Dal recupero e dalla messa a sistema della documentazione disponibile si avvierà la progettazione e il popolamento di sistemi integrati di conoscenza tramite logiche opennesse applicazioni open source, attivando una piattaforma GIS oriented del patrimonio archeologico di Abellinum. In essa confluiscono tutti i dati attraverso la codifica di protocolli e procedure di acquisizione, registrazione ed immissione di informazioni provenienti da fonti ampiamente diversificate (bibliografia, archivio, censimenti e GIS regionali, provinciali, comunali, cantieri di archeologia preventiva, ricerche universitarie, ecc.) e di dati elaborati a seguito delle indagini condotte sul campo (ricognizioni archeologiche, geomorfologiche e archeomorfologiche; ricognizioni di superficie a carattere infrasito ed extrasito; prospezioni geofisiche; rilievo delle emergenze tramite surveyfotogrammetrico aereo e terrestre, laser scanninge modellazione image-based; analisi floristico-vegetazionali). La mappatura e verifica dell’emerso e del “non visibile” consentirà una migliore conoscenza del degrado e delle emergenze tramite surveyfotogrammetrico aereo e terrestre, laser scanninge modellazione image-based; analisi floristico-vegetazionali). La mappatura e verifica dell’emerso e del “non visibile” consentirà una migliore conoscenza del degrado e delle potenzialità dell’area archeologica dell’antica città e indirizzerà verso le aree più interessanti su cui concentrare le ricerche stratigrafiche (open area), in modo da aggiungere nuovi tasselli alla conoscenza delle fasi dell’insediamento e dell’organizzazione urbana, anche ai fini della valorizzazione dell’area archeologica.

Su questo aspetto, il progetto si impegna a elaborare programmi di restauro, tutela e valorizzazione in modo da cogliere le opportunità offerte da finanziamenti regionali, nazionali, europei e internazionali, da destinare sia alla sistemazione del parcoe al restauro delle emergenze già note, sia delle eventuali strutture emerse dalle nuove indagini stratigrafiche.

Infine, il progetto si fa promotore della formazione di nuove competenze scientifiche e professionali, mediante la partecipazione attiva alle fasi della ricerca di studenti, specializzandi e dottorandi dell’Ateneo.

Attraverso iniziative pubbliche e manifestazioni si condividono con le Comunità i luoghi e le ricerche del progetto, coinvolgendo i primi fruitori del paesaggio ossia le persone che lo abitano e misurando l’impatto prodotto sulle Comunità, in termini sia di valorizzazione economica della conoscenza, sia di sviluppo culturale e di miglioramento della qualità della vita.

Dopo due anni della documentazione di archivio, di ricognizioni archeologiche e geo-morfologiche, la campagna di scavi archeologici, avviata nel luglio del 2021, ha fatto riemergere un nuovo edificio, articolato almeno in sei ambienti, isorientato con il decumano e la domus già nota.

 Partnership

Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Salerno e Avellino
Comune di Atripalda (AV)
IMAA-CNR di Tito Scalo (PZ)
DICiv, Università degli Studi di Salerno
DIFARMA, Università degli Studi di Salerno
GeoGisLab dell’Università del Molise
Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università del Sannio

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