
Rimini 1: Il sostegno al Meeting non ha limiti geografici
Occhi vivaci e voce ferma. Carmen Velasco Ramirez, giovane e affermato notaio di Bilbao, non tradisce incertezze nel raccontare la sua esperienza al Meeting. «Ne ho sentito parlare dagli amici della comunità di Comunione e Liberazione di Madrid e nel 2006 sono venuta per la prima volta a Rimini. L’impatto è stato un vero e proprio contraccolpo con un mondo per me completamento nuovo, fatto di cultura, di gente, di incontri ma soprattutto di vita, “mucha vida”! Da allora, con l’eccezione della parentesi della pandemia, per me è stato impossibile mancare».
Si capisce subito che per Carmen è in gioco più che una semplice partecipazione ad un evento. «In una edizione ho anche lavorato come volontaria facendo la guida ad una mostra ed è stato molto bello; ma devo riconoscere che ogni volta torno a casa portando con me una esperienza sempre nuova, molto viva, fatta di volti, riflessioni, pensieri. Al Meeting mi è data la possibilità di ripercorrere sotto una nuova luce quello che vivo durante l’anno; e quando torno a casa tutto è un’occasione per fare le cose di tutti i giorni avendo negli occhi le cose che ho visto qui».
Per Carmen non c’è alcuna crasi tra ciò che vive al Meeting e il sostenerlo concretamente. «Non solo tutto quello che mi viene proposto è totalmente gratis (incontri, mostre e tanto altro), ma le amicizie, le esperienze, i rapporti per me sono un vero e proprio dono. Io non ho alcun diritto a ricevere tutto questo eppure mi viene donato».
È talmente concreto e carnale ciò, che per Carmen aiutare materialmente il Meeting ad esistere è una conseguenza del tutto naturale: «Ho compreso immediatamente che contribuire a far sì che il Meeting possa continuare a vivere è la modalità più diretta con cui io posso partecipare della stessa vita che ho incontrato. Per me ritornare in Spagna non può significare lasciarmi alle spalle quello che ho visto ma devo in qualche modo portare il Meeting con me; il modo più semplice è dare a questa esperienza quello che io ho. Se posso fare una donazione, la faccio volentieri! Io restituisco solo una piccola parte di quello che gratuitamente mi viene dato, perché la mia vita sarebbe diversa e sicuramente non così piena senza l’esperienza del Meeting».
La parola dono ricorre più delle altre; continua Carmen: «Io sono molto grata di poter partecipare di questa vita, perché questa vita è un dono e io non ho fatto niente per ricevere tutto questo. Quello che possiedo non ha valore se io non posso costruire una cosa grande; e anche il frutto del mio lavoro ha ancora più valore nella misura in cui riesco a sostenere una opera così bella».
Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS
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