
Presentata a Baiano, la raccolta di poesie di Stefano Acierno e Tina Sarnelli in una bella mattinata di cultura e di poesia
In Momenti di poesia il racconto di ricordi ed emozioni fissati su carta: un viaggio nell’universo dell’infanzia e testimonianza del legame indissolubile con la propria terra.
E’ stata una bella mattinata di cultura e poesia, quella di domenica 10 novembre al Teatro Colosseo di Baiano, dedicata alla presentazione della raccolta poetica di Stefano Acierno e Tina Sarnelli “Momenti in poesia” – Naria Edizioni – 2024.
Ad aprire la manifestazione l’emozionante declamazione della poesia dedicata a Baiano di Antonio Lippiello, bravissimo attore della Cooperativa Pro teatro, diretta da Franco Scotto, poi a tessere i fili dell’incontro ci ha pensato la brillante Silvana Acierno, sorella dell’autore e personalità da sempre impegnata per la cultura e la valorizzazione del territorio.
Dopo i saluti di rito del Sindaco Enrico Montanaro e della Presidente della Pro Loco Baiano Mariella Del Basso, la parola è passata a Gianni Festa, Direttore del Corriere dell’Irpinia, che di Stefano Acierno, oltre a decantarne le doti umane e intellettuali, lo ha definito un raffinato poeta in “erba”, visto che per la prima volta ha deciso di pubblicare e mettere a nudo i suoi sentimenti in una raccolta di poesie.
Il DS dell’Istituto Comprensivo di Baiano Pasquale Napolitano, invece, nel suo intervento, ha parlato dell’importanza della poesia come

forma d’arte e in generale di ogni narrazione che sappia far rivivere i luoghi, la storia e le tradizioni del proprio territorio e ha sottolineato come nelle poesie di Stefano Acierno ci siano racconti che sembrano prendere corpo, diffondendone profumi, emozioni e ricordi.
Lorenzo Colucci, medico e cultore letterario, a sua volta, ha posto l’accento sul valore della nostalgia come elemento capace di dare nuova linfa al rilancio dei territori, trasformandosi in motore di trasformazioni possibili nel presente. Ha ribadito che “Il rapporto di Stefano Acierno con Baiano è come quello di Ulisse con la sua Itaca, nel segno di una ricerca costante della propria terra”.
Una bella testimonianza è stata quella della giovanissima nipote di Stefano, Wanda Arvonio, che di seguito si riporta integralmente:
“Momenti una piccola raccolta di poesie: sono rimasta particolarmente coinvolta da ogni singola poesia, ognuna mi ha suscitato un qualcosa di diverso, non mi aspettavo succedesse ciò… Penso che il libro si alterni tra poesie fortemente descrittive dei paesaggi che hanno caratterizzato la vita di zio e poesie che ti trasportano in un viaggio di sentimenti fortemente contrastanti, ma tutti dotati di una carica emotiva sproporzionata: amore, tristezza, felicità, gioia, nostalgia, rabbia, solitudine, rancore… che non vengono descritti ma fatti trasparire attraverso parole, parole semplici, talvolta auliche, ma utilizzate in maniera
sempre perfetta, adeguata senza troppe figure retoriche o artifizi letterari, ma con un linguaggio nella sua forma più pura, che dona una scorrevolezza impressionante, un soffio, un vento di passioni quasi. Avrei piacere venisse letta una delle poesie che per me, assieme a quella per la mia bisnonna, è forse la più bella della raccolta: ti amo. In molte poesie come questa l’io lirico, per non chiamarlo zio, sembra stia avendo un vero e proprio dialogo intimo, privato, profondamente suo, con la persona a cui il sentimento è rivolto e noi lettori siamo soltanto spettatori; talvolta possiamo ritrovarci in questi sentimenti, ma abbiamo sempre la sensazione di star violando l’intimità dello scrittore, di star leggendo un qualcosa di estremamente privato, un qualcosa che quasi non meritiamo. Momenti rappresenta un viaggio di sentimenti, che è vero potrebbero essere comuni a tutti e anzi lo sono, sono emozioni tipicamente umane, ma che si esplicitano in momenti solo ed esclusivamente di Stefano”.
Le conclusioni sono state affidate all’autore che si è soffermato sullo spirito da cui nasce la poesia, espressione di ricordi ed emozioni fissati su carta, viaggio nell’universo dell’infanzia, ma soprattutto testimonianza del legame indissolubile con la propria terra.
Dalla madre ai compagni di scuola, infatti, Acierno rievoca un mondo perduto che si affianca a quello delineato dai versi di Tina Sarnelli, sua zia, simbolo dell’universo delle donne, pronte a lottare per i propri diritti.
“In tanti anni, in una sorta di diario personale ho messo in parole pensieri ed emozioni. Non avevo mai pensato di farne una pubblicazione, nata su incoraggiamento dei familiari” – ha detto Acierno, che ha chiuso con una citazione di Cesare Pavese, ringraziando così gli amici, la famiglia ed il numeroso pubblico intervenuto: “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
E’ seguito il consueto rito del firma copie.

















