
17 gennaio / festività di S. Antonio Abate: La presenza del culto del Santo a Cimitile
Tracce di storia di una cappella attualmente adibita a sede della Caritas. Dal facebook di Carlo Ebanista.
Forse non tutti sanno che la cappella di S. Luigi Gonzaga, situata nei pressi della parrocchiale di Cimitile, era originariamente dedicata a S. Antonio Abate. A memoria dell’antica intitolazione rimane la denominazione del vico S. Antonio, situato di fronte al lato sud dell’edificio, che nella seconda metà del Settecento era noto come “viculo contra ecclesiam S. Antonii Abbatis”.
Attestata sin dal 1551, la chiesa di S. Antonio Abate pervenne nelle mani dell’Ordine Costantiniano di S. Giorgio anteriormente al 1810. Interdetta al culto nel 1809, perché bisognosa di restauri, nel 1817 appariva quasi distrutta, forse in relazione alla costruzione della strada d’accesso alla nuova parrocchiale di S. Felice che era stata edificata tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento dal preposito Cipriano Rastelli, grazie al contributo dei principi Albertini di Cimitile.
La chiesa di S. Antonio Abate fu ristrutturata tra il 1817 e il 1831, allorché ospitava momentaneamente la confraternita del SS. Sacramento. Già due anni dopo la chiesa di S. Antonio abate necessitava di lavori di riparazione del soffitto e dei vetri alle finestre, ma i lavori non furono eseguiti dal momento che ancora nel 1842 era bisognosa di restauri. Destinato nel 1857 alla congrega di S. Spirito, il piccolo edificio, agli inizi del Novecento, fu dedicato a S. Luigi Gonzaga, come attestato, però, soltanto dal 1941. Nell’occasione furono realizzati la statua del nuovo titolare, che mostra analogie con quella di S. Gerardo Maiella conservata nella parrocchiale, e uno stendardo con i santi Luigi Gonzaga e Antonio abate.
La presenza sul vessillo delle immagini dei santi Luigi Gonzaga e Antonio è un’ulteriore prova del cambiamento della dedica dell’edifico di culto. La cappella ospitava, infatti, l’associazione dei “Luigini”, che, analogamente all’omonimo sodalizio istituito a Nola nel 1902, raccoglieva i giovani sotto la protezione del santo; i fanciulli, che vestivano tunica nera, cotta bianca e nastro azzurro, seguivano lo stendardo nella processione del 21 giugno, come attestato ancora negli anni Trenta.
Nel ventennio fascista il fabbricato attiguo alla cappella di S. Luigi fu donato all’Ente Comunale di Assistenza (ECA), perché vi realizzasse la Scuola materna; questa venne affidata negli anni Quaranta alle Suore Domenicane della congregazione “Maria SS. dell’Arco” e, allo scopo di consentire alle religiose di accedere direttamente dal convento alla cappella, si provvide alla realizzazione di un’apertura nello spazio retrostante l’altare.
Quando le suore lasciarono il convento, il passaggio fu nuovamente murato, perché l’edificio passò al Comune di Cimitile (a seguito della soppressione dell’ECA nel 1978), mentre la chiesetta venne affidata alla parrocchia di Cimitile.
Nel 1993, dopo anni di abbandono, la cappella venne restaurata a cura del Centro Studi e Ricerche di Cimitile, divenendo per alcuni anni sede dell’associazione. In quel periodo ha ospitato mostre ed esposizioni sui restauri delle sculture delle chiese cittadine e sul patrimonio storico-artistico delle confraternite di Cimitile.
Agli inizi di questo secolo la cappella è diventata sede della Caritas, mentre la statua di S. Luigi Gonzaga è stata trasferita nella parrocchiale, dov’è conservata nel transetto sinistro.

















