CAMPANIACRONACHE E DINTORNICULTURA E SPETTACOLIIERIPOLITICA E AMBIENTE

Con la Seconda tappa dell’Archeofestival si entra nel vivo del progetto

Agli organizzatori la soddisfazione di essere riusciti a connettere patrimonio culturale, pubblico curioso e ricettivo ai territori campani, ricchi di una stratificazione storica e sociale straordinaria.

La cronaca della Seconda tappa dell’Archeofestival, documentata anche da Antonella Fracchiolla per Rai 3, comincia con una visita riccamente illustrata dal direttore del museo, dott. Mario Cesarano, che ha saputo tener avvinta l’attenzione dell’uditorio per lungo tempo.

È seguita, poi, una performance dei ragazzi del Liceo classico ‘D. Cirillo’ di Aversa, i quali, opportunamente preparati dai propri docenti, hanno recitato le fabule atellane, con i loro tipi fissi, poi perpetuati dalla Commedia dell’arte italiana e non: Maccus (precursore dell’amato Pulcinella), Buccus, Dossenus e Pappus. Maschere, queste, che mostrano come la divisione in classi sociali sia eternamente operante, ieri come oggi.

Successivamente, una volta raggiunto l’antico municipio di Atella, i partecipanti al Tour sono stati ricevuti dagli amici della Coop ‘Terra felix’, accompagnati da un gruppo di mamme migranti che hanno cantato e recitato nella loro lingua. Inoltre, hanno preparato e offerto un ricco buffet, con pietanze salate e dolci dei loro Paesi. Nel momento conviviale il cibo diventa occasione di confronto, di approfondimenti e incontro con i visitatori nuovi e per riallacciare rapporti di simpatia creatisi già nella scorsa edizione del Tour.

E’ un momento prezioso nell’economia dell’intera giornatadice Linda Solino, presidente del Gruppo Archeologico Terramare 3000, motore organizzativo del Progetto –  Condividere poche ore rilassate serve a rielaborare insieme, a più voci, i momenti vissuti in precedenza. Serve, per esempio, a capire quanto sia importante l’incontro con i migranti che stiamo proponendo in questa edizione, come ci interrogano su noi stessi e le nostre capacità di costruire il senso profondo della nostra esistenza. Non più quella parte di umanità a stento tollerata, per opportunismo, ma la signora Fatima, che ha cucinato per noi dei dolci buonissimi ai datteri, o la giovanissima Alina, che ci fa timidamente da traduttrice. L’incontro fra culture si fa sempre più interessante e ricco di stimoli”.

Dopo la pausa pranzo si è raggiunto il Palazzo Ducale di Sant’Arpino, dove gli amici della locale Pro Loco, Aldo Pezzella e Giuseppe Dell’Aversana, hanno narrato dell’origine del Palazzo e hanno illustrato le collezioni del Museo civico e della pinacoteca.

In questo contesto l’ideatore del premio teatrale ‘Pulcinellamente’, Elpidio Iorio, ha introdotto e raccontato come Dario Fo in persona lo avesse sponsorizzato.

Il momento conviviale dell’offerta del casatiello atellano ha concluso degnamente una giornata, ricca da tutti i punti di vista.

Adesso la pausa quindicinale consentirà ai visitatori di sistematizzare le informazioni acquisite, mentre le voci narranti risuonano ancora, insieme alle risate e ai commenti e resteranno vivide, custodite dalla memoria collettiva e dall’immaginario dei visitatori.

Alla prossima tappa amici, l’Archeofestival è solo agli inizi.

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