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BASTA! È TEMPO DI COMINCIARE A DISAMERICANNIZZARCI

Per troppo tempo l’Europa, in una molteplicità di settori, è rimasta supina rispetto al suo alleato storico, col risultato di arrivare a dipendere eccessivamente da tutto quanto arrivava dagli Stati Uniti. Di Antonio Caccavale.

Ci voleva la rozzezza di Donald Trump per spingere l’Europa a guardarsi attorno, a prendere consapevolezza delle sue fragilità e a cominciare a ragionare sulla necessità di tracciare politiche volte a perseguire una più spiccata autonomia del vecchio Continente rispetto ai nuovi, e per certi versi, inattesi equilibri geopolitici e geoeconomici che si vanno prefigurando con sempre maggiore chiarezza.

Per troppo tempo l’Europa, in una molteplicità di settori, è rimasta supina rispetto al suo alleato storico, col risultato di arrivare a dipendere eccessivamente da tutto quanto arrivava dagli Stati Uniti.

Per troppo tempo, per tutto quello che, ad esempio, riguarda la rete globale (internet), l’Europa si è affidata, e continua ad affidarsi, a quanto ci arriva dalle multinazionali tecnologiche statunitensi, che hanno finito col diventare padrone delle nostre identità e a farne oggetto di un libero ed indiscriminato commercio. È così che Google e altri motori di ricerca, ma anche i più diffusi social network, hanno letteralmente invaso e condizionato le nostre vite.

Ora che la vera indole e le reali mire dei poteri forti americani sono venute prepotentemente alla luce, a cominciare dall’attuale presidenza degli Stati Uniti d’America e da Elon Musk, che crede di poter imporre i suoi scriteriati principi al mondo intero, è giunto il tempo che i popoli europei si diano una sveglia e, a differenza di quanto fanno non pochi opinionisti (siano essi professionisti della carta stampata e dei mass media, siano essi utenti dei maggiori social network come Facebook e X), comincino a riscoprire e ad affidarsi a quanto di buono e di più saggio l’Europa sa fare anche nel procelloso mare di internet.

Un modo per cominciare a sottrarre le nostre identità al commercio indiscriminato che ne fanno i motori di ricerca americani (Google più di ogni altro) potrebbe essere quello di utilizzare motori di ricerca europei come Qwant e come Ecosia, che non sono affatto scadenti come qualcuno potrebbe pensare. I due motori di ricerca europei hanno dato vita ad una fusione dalla quale è nato Eusp (European Search Perspective) con l’obiettivo di creare un’alternativa sovrana a Google, focalizzata su privacy, trasparenza e sostenibilità, e contrastando quello che, ormai, è diventato un dominio insopportabile da parte dei giganti tecnologici americani.

In attesa che Eusp, oltre che in Francia e in Germania, diventi pienamente operativo in Italia e negli altri Paesi europei, non sarebbe una cattiva idea se si cominciasse ad utilizzare Qwant o Ecosia per le nostre ricerche.

Analogamente all’uso dei motori di ricerca, le nostre carte di credito sono quasi tutte legate ai circuiti globali statunitensi Visa e Mastercard, il che, qualora lo decidesse il governo americano, potrebbe esporre tutti quelli che ne posseggano una a non poterne fare uso.

Cosa ancora più grave, visti i tempi che corriamo per i quali necessita una radicale inversione di rotta, è la dipendenza assoluta che il nostro sistema di Difesa militare subisce dalle condizioni alle quali gli Stati Uniti ci vendono i sofisticatissimi F35, i caccia cosiddetti multiruolo, utilizzabili per compiti di supporto aereo ravvicinato, per bombardamenti tattici e per missioni di supremazia aerea. Gli F35, prodotti dall’americana Lockheed Martin in associazione con la britannica Bae Systems e la nostra Leonardo, non possono essere liberamente utilizzati dall’Italia, in quanto gli Stati Uniti si sono tenuti per sé il controllo strategico degli stessi, attraverso un software che possono disattivare a loro piacimento.

In pratica gli F35, di cui non possiamo disporre se non col beneplacito americano, sono aerei il cui costo fino ad oggi e quello previsto per ulteriori acquisti ammonta a circa 25 miliardi di euro, tutti a carico dei contribuenti italiani. Con quale reale svantaggio?

Con la beffarda fregatura che gli americani potrebbero decidere, in qualunque momento, di rendere quei mostri del cielo inutilizzabili per le forze armate italiane che ne sono dotate (Aeronautica militare e Marina militare). Stanti queste assurde condizioni, bene fecero francesi e tedeschi a non partecipare al programma di produzione degli F35, preferendo impegnarsi nello sviluppo di propri programmi nazionali di caccia di nuova generazione.

Qualcosa in più l’Europa ha già fatto, invece, in ordine alla rete di navigazione satellitare, dotandosi del sistema conosciuto col nome di Galileo e che, oltre al più noto americano GPS, è già integrato negli smartphone venduti in Europa a partire dal 2022.

Attenzione, però! L’ingordigia di Musk e gli innumerevoli satelliti Starlink che ha già lanciato nello spazio, oltre a un abnorme inquinamento atmosferico, potrebbero provocare pericolose collisioni e fastidiose interferenze con le attività di tutti gli altri satelliti presenti nello spazio.

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