Avella/Antenna 5G: Diniego dell’ARPAC anche per l’antenna in via Gaetano Luciano
Il Comitato “NO antenne 5G Avella” ringrazia Sindaco, Ufficio tecnico e legale. Intanto INWIT S.p.a. ha presentato ricorso in appello contro il Comune di Avella e il Sig. Saverio Canonico per l’antenna di Località Castello.

Il Comitato NO antenne 5 G” festeggia per l’arrivo di una nuova risposta dell’ARPAC che, come per la prima volta, dà un diniego per l’installazione dell’antenna in via Gaetano Luciano.
La prima volta a febbraio l’ARPAC ha dato un diniego per via dei parametri V/M, questa volta perché l’amministrazione comunale a dicembre 2023 aveva emesso un REGOLAMENTO che dà indicazioni precise su dove poter installare le antenne di telefonia mobile 5G sul nostro territorio.
“Come detto più volte e come non ci stancheremo mai di dire, sottolineano quelli del Comitato, la nostra non è una battaglia politica, ma una giusta causa per il bene e per la salute di tutti noi avellani. Ed è per questo che ringraziamo in primis il sindaco dott. Vincenzo Biancardi, il dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Avella e l’Ufficio Legale del Comune che hanno seguito la questione in oggetto, tutto il Consiglio Comunale e, non per minor importanza, l’amico Mimmo”.
“Ma il nostro ringraziamento speciale va all’avv. Arpaia e alle 457 persone delle cooperative e del quartiere Cortabucci e a qualche amico forte di Sperone, hanno continuato quelli del Comitato, che ci hanno messo la faccia dando i loro documenti per dare mandato all’avvocato per la richiesta di accesso agli atti. Nel mese di aprile l’avv. incaricato ha fatto richiesta di accesso agli atti al comune di Avella e all’Arpac, che, a seguito dell’incontro tenutosi nei loro uffici, ha consegnato i documenti e illustrato la situazione”.
“Allarmati, sottolinea Silvestri, subito ci siamo confrontati con il sindaco, che già aveva dato mandato all’ufficio legale. Intanto da quell’incontro con l’Arpac si è avuto modo di visionare anche la nuova mappa che traccia il raggio di irraggiamento di una sola antenna con i nuovi parametri stabiliti dal Governo. Ricordo che siamo passati da 6 V/M a 15 V/M e questo ci spinse a organizzare un incontro che, per vari problemi, non siamo ancora riusciti a fare. Ma teniamo a far presente che la nostra campagna di informazione e sensibilizzazione non si fermerà mai. La nostra salute, il nostro territorio e il futuro dei nostri figli continueranno ad essere la nostra priorità. In conclusione, senza entrare troppo nei dettagli, chiosa Silvestri, con la serenità di chi conosce fatti e antefatti, festeggiamo anche noi ma con grazia, senza voler ledere la sensibilità di nessuno, perché ognuno con la sua visione ha anche la sua ragione, ma la festa la faremo quando si metterà un punto definitivo alla questione antenne nel centro abitato”.
Intanto, infatti, la Infrastrutture Wireless Italiane (INWIT) S.p.a. ha presentato un ricorso in appello al Consiglio di Stato contro il Comune di Avella e il Sig. Saverio Canonico, alla fine del mese di luglio. La società, rappresentata dall’avv. Giovanni Zucchi, contesta la sentenza del T.A.R. Campania – Salerno n. 1023/2024, pubblicata il 9 maggio 2024, che aveva dichiarato il ricorso di primo grado improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Il Caso
INWIT S.p.a., azienda leader nella realizzazione di infrastrutture per le telecomunicazioni, ha ricevuto l’incarico da TIM S.p.a. e Vodafone S.p.a. per costruire un palo metallico destinato a ospitare antenne trasmittenti per la telefonia mobile, inclusa la tecnologia 5G, su un terreno agricolo nel comune di Avella.
Il 15 maggio 2023, la società ha presentato al Comune di Avella un’istanza di autorizzazione unica tramite il portale SUAP, come previsto dagli articoli 43, 44 e 49 del D. Lgs. n. 259/03. Non avendo ricevuto un diniego entro i 60 giorni successivi, il silenzio-assenso si è formato il 14 luglio 2023.
Nonostante ciò, il Comune ha emesso l’ordinanza n. 21 del 3 agosto 2023 per sospendere i lavori, seguita dall’ordinanza n. 29 del 14 settembre 2023 che ordinava la demolizione delle opere già realizzate. INWIT s.p.a. ha impugnato tali ordinanze al T.A.R. Campania – Salerno, che ha accolto l’istanza cautelare sospendendo la demolizione e fissando l’udienza di merito per l’8 maggio 2024.
La Sentenza del T.A.R.
Il Comune ha depositato documenti, tra cui un nuovo regolamento comunale approvato nel dicembre 2023, che non includeva il sito scelto da INWIT S.p.a. per l’installazione. Il T.A.R. ha ritenuto applicabile il nuovo regolamento e ha dichiarato il ricorso improcedibile, qualificando l’istanza come SCIA e non come autorizzazione.
Le Motivazioni dell’Appello
INWIT S.p.a. ha presentato ricorso in appello, sostenendo che l’istanza fosse inequivocabilmente un’istanza di autorizzazione, come dimostrato dal contenuto dell’istanza stessa e dai documenti allegati. La società sostiene che il silenzio-assenso si è formato il 14 luglio 2023, prima dell’entrata in vigore del nuovo regolamento comunale, rendendo quest’ultimo inapplicabile.
La sentenza del T.A.R., secondo INWIT S.p.a., è errata e ingiusta, con evidenti difetti di istruttoria e illogicità. Pertanto, la società richiede l’annullamento o la riforma della sentenza impugnata, previa sospensione.
Concludendo
La vicenda solleva importanti questioni riguardanti l’interpretazione delle normative relative alla realizzazione di infrastrutture per le telecomunicazioni e l’applicazione del silenzio-assenso. Il Consiglio di Stato sarà chiamato a pronunciarsi su un caso che potrebbe avere rilevanti implicazioni per il settore delle telecomunicazioni in Italia.

















