ATTIVITA' AMMINISTRATIVENAZIONALI & ESTEROPOLITICA E AMBIENTE

Benevento: Nato il Parco Nazionale del Matese

Firmato il decreto della 25a Area protetta in Italia. Molte le criticità e gestione ancora provvisoria.

Il Parco Nazionale del Matese è la venticinquesima area protetta del sistema nazionale italiano, l’ultima nata in ordine temporale. Il nuovo parco si estende per 87.897,7 ettari tra Campania e Molise, inglobando e ampliando l’area già occupata dal Parco Regionale del Matese, attivo dal 2002. Il decreto ministeriale definisce la perimetrazione, la zonizzazione e le misure di salvaguardia necessarie alla protezione dell’ecosistema.

Alla sua definizione hanno collaborato 52 amministrazioni comunali, quattro province e due regioni, in sinergia con l’Ispra e numerosi enti territoriali. Un lavoro di concertazione che ha portato a un risultato atteso da anni e che ora diventa realtà.

Il percorso per la sua istituzione, non senza problemi, è stato lungo e articolato. Per giungere al decreto, infatti, è stato necessario un ricorso alla giustizia amministrativa e dalla famosa legge 205 del 2017 sono passati oltre sette anni.

Il passaggio da area protetta regionale a nazionale ha però lasciato strascichi. Tant’è che nelle ultime settimane il dibattito pubblico tra favorevoli e contrari si è acceso notevolmente. Pomo della discordia sono stati proprio il perimetro, la zonazione e le norme di salvaguardia.

Non tutto è stato ancora risolto, anche perché manca la nomina dei componenti del Comitato provvisorio e solo dopo ci sarà l’avvio dell’istruttoria per eventuali correttivi e infine la convocazione della Conferenza Stato-Regioni.

Il Parco Nazionale del Matese sembra, dunque, essere nato con delle lacune evidenti. «Voglio ringraziare sia il Ministero dell’Ambiente che l’Ispra – ha detto il sindaco di Morcone, Luigino Ciarlo, che insieme a Lombardi ha partecipato per la parte sannita al tavolo tecnicoper aver accolto le istanze dei territori. Sicuramente c’è ancora tanto lavoro da fare sulla zonizzazione per alcuni comuni e sulle regole. Uno dei problemi già emerso è legato al taglio degli alberi per autoconsumo. La norma regionale prevede un taglio fino a 20 tonnellate annue e la legge 394 non vieta nel Parco il taglio salvo previa comunicazione al Comitato di gestione. La norma assunta dal Parco ad oggi, invece, ne vieta il taglio e come sindaci chiederemo che si intervenga su questo aspetto che rappresenta una esigenza per chi vive all’interno del suo perimetro».

Diverso il parere del sindaco di Sassinoro, Luca Apollonio. «Mentre alcune rappresentanze istituzionali dell’area sannita e molisana celebrano con entusiasmo l’istituzione del Parco Nazionale del Matese – ha sottolineato la fascia tricolore – molte Comunità locali continuano a manifestare perplessità e preoccupazione. Chi vive ogni giorno questi territori sa bene che le trasformazioni imposte dall’alto, senza un reale e trasparente coinvolgimento popolare, generano più incertezze che risposte. Si parla di tutela ambientale e turismo sostenibile, ma sul campo si profilano vincoli più stringenti, burocrazia crescente e possibili limitazioni nella gestione autonoma del territorio. Elementi che rischiano di penalizzare aree già fragili, segnate dallo spopolamento e dalla carenza cronica di servizi».

Anche il presidente dell’attuale Parco Regionale, Agostino Navarra, era consapevole delle criticità e parlava di un lavoro intenso per «ricomporre la frattura che si è creata con alcuni comuni».

Preoccupazioni queste condivise anche da Legambiente con il responsabile nazionale aree protette Antonio Nicoletti, che ha evidenziato la mancata formalizzazione dell’intesa con Campania e Molise e le ambiguità nella gestione provvisoria. Il Comitato di Gestione provvisorio, infatti, sarà composto da otto membri (Mase, MASAF, Ispra, associazioni ambientaliste, rappresentanti delle Regioni), ma «senza la presenza dei sindaci». Un’ulteriore criticità, poi, riguarda le autorizzazioni:«…il Comitato provvisoriospiega Nicolettipotrà avvalersi del supporto tecnico di Ispra e dell’Ente Parco Regionale. Nelle Zone 1 e 2 i nulla osta saranno rilasciati dal Comitato; nelle Zone 3, invece, le autorizzazioni spetteranno ai Comuni, che dovranno poi comunicarle al Comitato di gestione provvisoria».

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha così commentato il decreto: “Con questo provvedimento affermiamo concretamente il valore della biodiversità del nostro Paese. Il Matese è uno scrigno di natura e cultura che entra ufficialmente nella rete dei parchi nazionali, aprendosi a una nuova visione di sviluppo costruita insieme alle istituzioni e alle comunità locali”. Parole queste, condivise anche dal sottosegretario con delega alle aree protette, Claudio Barbaro, che ha sottolineato come il riconoscimento ufficiale del Matese porterà maggiore visibilità al territorio e lo renderà destinatario di risorse significative.

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