
A Sant’Anastasia la Tradizione che vibra: il rame diventa linguaggio contemporaneo
Ritmi e Tradizioni in Piazza Trivio il 25 settembre 2025 - h 20:30. Di Giuseppe Moscato.
C’è un suono che ancora oggi riecheggia nella memoria collettiva di Sant’Anastasia: il colpo secco del martello sul rame, il battito antico di un sapere artigiano che ha forgiato non solo oggetti, ma identità.
È questo suono, trasformato in evento, in gesto artistico e in atto comunitario, il cuore pulsante della serata organizzata dalla Pro Loco Sant’Anastasia, con la partecipazione della Presidentessa Gelsomina Maiello e la collaborazione dell’attività commerciale Hop Lab, che ha ridato vita a Piazza Trivio giovedì 25 settembre.
Protagonista della manifestazione il maestro Gianfranco Coppola, raffinato artista dello sbalzo e del cesello, che ha offerto al pubblico una suggestiva dimostrazione dal vivo della lavorazione del rame ed ha esposto alcune sue opere presso Hop Lab, dove rimarranno esposte anche nei giorni a seguire.
Ma ciò che ha reso l’esperienza profondamente immersiva e quasi rituale è stato il dialogo tra arte manuale e musica popolare: a scandire i tempi della creazione c’erano le percussioni di Peppe Tufano e i canti del gruppo Canto del Sud, in un intreccio armonico che ha restituito il carattere sinestetico di una pratica al confine tra mestiere e liturgia.
Il rame, in questa cornice, non è semplice materia. Si è fatta corpo sonoro, superficie narrativa, medium culturale. La lastra battuta, che vibra come una pelle di tamburo, ha fatto emergere la memoria viva delle botteghe artigiane che un tempo punteggiavano le vie del centro storico di Sant’Anastasia.
Non a caso, a corredo della performance, sono stati esposti manufatti in rame dell’azienda Mondo Rame di Luigi Gifuni, testimonianza tangibile della continuità di una tradizione ancora oggi fertile e resistente all’omologazione.
L’intento della serata non era una semplice rievocazione folklorica, ma un’operazione culturale di risemantizzazione del gesto artigiano come forma d’arte.
In un’epoca in cui il “locale” rischia di dissolversi nell’indifferenziato globale, appuntamenti come questo restituiscono dignità e valore al sapere manuale, rivalutandolo come linguaggio creativo capace di parlare al presente.

















