
A TEORA LA LIMPIDA POESIA DI NICOLA GUARINO
Michele Vespasiano ha presentato “Lenzuola di ragnatele”.
Nel tardo pomeriggio del 18 aprile, nella sala teatro a Teora, introdotto dalla bravissima #MaraCasciano, Michele Vespasiano ha presentato “Lenzuola di ragnatele”, l’ultima silloge poetica di Nicola Guarino.
Il titolo è potente e fragile insieme: lenzuola tessute di ragnatele, metafora di culle vuote e di memorie che coprono, proteggono, ma anche imprigionano e velano ciò che resta di una vita. Di una singola vita ma anche dell’intera civiltà contadina dell’Irpinia, ferita dall’emigrazione e dal terremoto del 1980.
Attraverso 42 poesie, Guarino accompagna il lettore in un viaggio interiore che parte dalla casa abbandonata, attraversa la solitudine e la resistenza poetica, per aprirsi a un grido civile contro la violenza e le guerre che ancora insanguinano il mondo.
Non c’è solo una sterile nostalgia nelle poesie di Nicola Guarino, poiché il passato in queste pagine è materia viva, che odora di vino in cantina, di sughi nella terracotta, di lenzuola stese al sole.
Accanto al tempo e alla memoria, trovano spazio anche l’amore concreto, il “carpe diem” oraziano e il dubbio esistenziale dell’uomo contemporaneo.
È una poesia limpida, quella di Nicola Guarino, ma anche musicale, comprensibile, lontana da ogni ermetismo. Una poesia che si inserisce con una distinguibile voce personale nella grande tradizione civile novecentesca.

















