Avella: La Grotta di San Michele è stata riaperta e la statua dell’Arcangelo è ritornata nella chiesa rupestre
L’insigne monumento, chiuso al pubblico nel 1996, ha visto la partecipazione di Autorità civili, religiose, militari, Associazioni e cittadini. Servizio di Pietro Luciano.

La Grotta di San Michele, ad Avella, un monumento insigne nel panorama religioso e culturale del medioevo campano, ubicato lungo quella “via dei cristiani” che, attraverso il vallone Serroncello, s’inerpica sui Monti di Avella per arrivare al santuario di Montevergine, uno dei più importanti luoghi di culto, insieme a Montecassino, dell’Italia centromeridionale, è stata riaperta, in parte, al pubblico, o meglio ai fedeli, insistendovi al suo interno una chiesa rupestre, dove sono attestati, sin dal Medioevo, il culto dell’Immacolata, del Salvatore e di San Michele. Del medioevo sono attestate in zona anche atre presenze di romitaggi, oltre a quella di San Michele.

Tra i santuari rupestri micaelici, quello della Grotta di San Michele è sicuramente uno dei più significativi, non solo per le dimensioni, ma soprattutto per la quantità e qualità delle presenze pittoriche al suo interno.
E lì è ritornata anche l’antica statua di San Michele, attribuita allo scultore Andrea Ferrucci, operante a Napoli tra il 1506 e il 1507, che, durante i lavori di restauro della grotta, è stata custodita nella chiesa di San Pietro, essa stessa soggetto di un intervento di restyling, eseguito da Daniela Mellone della Ditta di Restauro Vassallo, sotto l’alta sorveglianza della competente Soprintendenza di Avellino e la Direzione Lavori dell’Ufficio dei Beni Culturali della Diocesi di Nola.

Il restauro della statua è stato reso possibile grazie al “Comitato Grotte di San Michele” e all’Amministrazione comunale.
Così, dopo anni convegni, di studi geologici, di progetti di restauro e sforzi da parte delle autorità locali, in particolare dell’ex sindaco Domenico Biancardi, ma soprattutto di spinte da parte delle Associazioni, in primis del Comitato Grotte di San Michele, gestore per conto della Curia dell’illustre monumento, ma anche del Gruppo Archeologico Avellano “Amedeo Maiuri” e della Pro Loco Abella, oltre che di singoli cittadini, ben 27 anni per l’esattezza, il sogno della riapertura della Grotta di San Michele Arcangelo è finalmente diventato realtà e la Grotta è stata riaperta, anche se in forma parziale, a seguito della messa in sicurezza, proprio il giorno della ricorrenza della festività di San Michele, il 29 settembre.
Sono state riaperte al pubblico le prime due cavità, quella dedicata alla Immacolata Concezione e quella dedicata al Salvatore, essendo stati messi in sicurezza il costone di montagna in cui si apre la Grotta e la strada di accesso.
Per la cronaca, il giorno precedente, il 28 settembre, si è provveduto a riportare la statua del Santo Arcangelo nella chiesa rupestre ed è stata collocata, provvisoriamente, su un altarino della cavità dedicata al culto dell’Immacolata.
Nel pomeriggio del 29, poi, alla presenza di Autorità civili, religiose, militari, Associazioni e cittadini, è stata riaperta la Grotta con la benedizione del parroco don Giuseppe Parisi.
Hanno voluto ricordare l’evento, poi, con un proprio intervento, l’ex sindaco Domenico Biancardi, il sindaco in carica Vincenzo Biancardi ed il presidente del Comitato Grotte di San Michele, Michele Siniscalchi.
Ci si augura che la riapertura della Grotta di San Michele Arcangelo, accolta con gioia dall’intera Comunità, segni un nuovo capitolo nella storia di Avella, un capitolo di rinascita di questo straordinario luogo e non solo. E’ stato questo, in sintesi, il messaggio di don Giuseppe Parisi, nel suo intervento inaugurale.

















