CRONACHE E DINTORNICULTURA E SPETTACOLIIERI

Come eravamo: Il Carnevale a Baiano negli anni 50

Da un articolo di Antonio Vecchione pubblicato da Binews. Di Gianpaolo Petrillo del 24.02.2026.

Da un articolo di Antonio Vecchione su come veniva vissuto il Carnevale negli anni 50 a Baiano, pubblicato da Binews, quotidiano on line dell’area basso-irpina, del Nolano e del Vesuviano, ho estratto la foto e la didascalia che ritraggono e forniscono un’esauriente spiegazione sugli abiti indossati da mia zia Agnese Amodeo, madre di Enzo Barone (cugino materno di mia madre e mio zio), e la sorella, Giuseppina Amodeo. È un piacevole ricordo che condivido sul mio profilo facebook perché con le zie ho trascorso gran parte della mia infanzia e della mia adolescenza, ricevendo da loro preziosissimi insegnamenti che hanno contribuito alla mia educazione e formazione.

Foto storica della seconda metà degli anni trenta con 7 signore della buona borghesia baianese, in posa, con espressioni consapevoli della loro eleganza.

Da sinistra: Teresa Berardesca, emigrata Usa (con scialle di seta ricamato bianco con frange lunghe, pettinatura a onde anni 30, orecchini pendenti); Agnese Amodeo, coniugata con Vito Barone, commerciante di tessuti (tra i capelli coroncina tipo pettenessa spagnoleggiante, orecchini pendenti, grembiulino ricamato a mano con orlo a punto quadro, scarpette con tacco basso e cinturino alla caviglia, con un cesto con manico alto ricolmo di fiori); Maddalena Masi, figlia del farmacista Agostino, poi sposata Menna a Palma Campania (fazzoletto poggiato sui capelli con forcine, vestito con gonna plissettata con grembiulino di lino ricamato a mano, con tamburello per musica carnevalesca); Pina Amodeo, sorella di Agnese (gonna pantalone con stivali, stile moderno per i tempi, camicia bianca con foulard intorno al collo, con cappello in paglia bicolore a cloche, mandolino, strumento preferito dalle giovanette di buona famiglia); Stefanina Berardesca, coniugata Stago (vestito nero lungo con merletto nero e con piumette intorno al collo e alle spalle, con cappello di paglia di Firenze nero con la cloche piegata); Arcangela Masi, poi trasferita a Roma (abito scuro con colletto di merletto macramèe, scialle in seta bianco sfrangiato lungo e collana oro); Maria Colucci, zia del compianto dott. Alfonso Bianco (pettinatura a onda con coroncina spagnoleggiante, collana di fili di perle, abito nero plissettato con scollo a V, grembiule finemente merlettato. Tra le braccia cestino arricchito di fiori)”.

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