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Cimitile/Complesso Basilicale Paleocristiano: partiti i lavori di restauro

Post di Vittorio Bertello da Il Giornale dell'Arte del 13 febbraio 2026.

L’11 febbraio sono ufficialmente partiti i lavori di restauro del Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile. L’avvio del cantiere segna un passaggio decisivo nel percorso di tutela e valorizzazione promosso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli, volto a garantire la conservazione a lungo termine di un complesso unico per stratificazione storica, integrità e valore spirituale.

Hanno partecipato alla cerimonia di avvio dei lavori la soprintendente Paola Ricciardi, il vescovo della Diocesi di Nola Francesco Marino, la sindaca di Cimitile Filomena Balletta, il parroco don Giovanni De Riggi, la funzionaria restauratrice e responsabile unica del progetto (Rup) Palma Maria Recchia, la funzionaria architetta e direttrice dei lavori Filomena Russo Del Prete, insieme con i rappresentanti dell’impresa esecutrice Ar Arte e Restauro srl.

Un patrimonio millenario da custodire

Il complesso di Cimitile, sviluppatosi tra IV e VI secolo d.C. attorno alla tomba di San Felice, rappresenta uno dei più straordinari esempi di architettura paleocristiana del Mediterraneo. Set­te edifici di culto, mosaici, affreschi, sepolture, stratificazioni medievali e barocche raccontano, senza interruzioni, oltre sedici secoli di fede, arte e comunità. Un luogo che ha conosciuto il suo massimo splendore grazie all’opera di Paolino di Nola e che, proprio per la sua lunga storia, presenta oggi delicate criticità conservative legate all’umidità, alle infiltrazioni e al degrado degli apparati decorativi.

 Gli interventi previsti

Il progetto, frutto di un’approfondita analisi interdisciplinare, interessa in particolare la Basilica di San Felice, la Basilica di San Giovanni e l’area della Basilica Nova, e prevede:

  • Restauro degli apparati decorativi e murariInterventi su mosaici, affreschi, stucchi, opus sectile, superfici lapidee e intonaci dipinti, finalizzati alla stabilità, alla leggibilità e alla conservazione nel tempo.
  • Consolidamento delle coperture e regimentazione delle acque: Realizzazione di sistemi di protezione sommitale con materiali compatibili e miglioramento dello smaltimento delle acque meteoriche, anche mediante l’uso di rame.
  • Miglioramento della fruizione e dell’accessibilità: Nuove rampe, passerelle e pavimentazioni in cocciopesto per il superamento delle barriere architettoniche e per una lettura più chiara degli spazi e delle sepolture.
  • Interventi impiantistici: Nuovi impianti di illuminazione, valorizzazione scenografica degli ambienti più significativi e sistema di videosorveglianza.

L’obiettivo è duplice: proteggere il patrimonio e, allo stesso tempo, restituirlo in modo sempre più consapevole e inclusivo alla comunità e ai visitatori.

Un cantiere aperto, un luogo che continua a vivere

I lavori saranno condotti garantendo la continuità della fruizione del sito, compatibilmente con le esigenze di sicurezza. È inoltre prevista l’organizzazione di visite guidate in corso d’opera, per permettere al pubblico di conoscere da vicino il lavoro dei restauratori e le fasi dell’intervento.

«Le basiliche di Cimitile rappresentano un sito di straordinaria importanza, per la fede e per il loro valore artistico e culturale. Sono un luogo a cui teniamo profondamente – dichiara la Soprintendente Paola Ricciardi – e che abbiamo già voluto valorizzare nei mesi autunnali con le aperture straordinarie promosse dal Ministero della Cultura. Crediamo molto nei cantieri come occasioni di conoscenza: per questo intendiamo aprirli al pubblico, compatibilmente con la sicurezza, perché vedere i restauratori al lavoro è sempre un’esperienza unica. Il complesso di Cimitile è un luogo speciale nel panorama campano e nazionale. Siamo fortemente motivati e continueremo a investire energie, competenze e passione per la sua tutela».

Con questo intervento, la Soprintendenza rinnova il proprio impegno nella tutela del patrimonio culturale come bene vivo, memoria condivisa e risorsa per il futuro: un patrimonio che si conserva aprendolo, raccontandolo, accompagnandolo nel tempo.

Un cantiere che non è solo un luogo di lavoro, ma un laboratorio di bellezza, responsabilità e speranza.

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