I valori della pace nell’antica Grecia
Una riflessione che viene da lontano, attualissima.
M.C.Campone – Fra i poeti greci, Euripide è quello che esprime la più dura e decisa condanna della guerra e, nel mondo antico, uno dei pochi a esprimere un evidente antimilitarismo, basato sulla convinzione che la guerra sia capace di abbrutire completamente tanto i vincitori quanto i vinti.
Alla conoscenza del poeta si è aggiunta, nel 2003, un’importante scoperta papiracea. Michael Gronewald ha, infatti, pubblicato un frustulo papiraceo (P. Köln 398) contenente l’Inno alla pace dal “Cresfonte” di Euripide.
Della tragedia, per noi perduta, si conoscevano sino ad allora solo alcuni versi tramandati da Giovanni Stobeo (IV, 14, 1) e da Polibio-Timeo (FGrHist 566 F 22 ap. Polyb. XII 26,5).
Il papiro restituisce parte di un coro che inneggia a Eirene, la Pace, divinità raffigurata dai Greci con in braccio il piccolo Ploutos (dio della ricchezza) perché solo in condizioni di pace è possibile l’agiatezza dei cittadini.
Questo il brevissimo testo, che ricorda a tutti il valore della Pace, è perciò sempre attuale:
Pace dalla profonda ricchezza e
la più bella tra gli dèi beati,
io ho desiderio di te, dal momento che tardi a venire.
Temo che la vecchiaia
mi sopraffaccia con gli affanni,
prima di vedere la tua aggraziata bellezza
e i canti dai bei cori
e le feste dalle belle ghirlande.
Vieni, signora, nella mia città.
Trattieni lontano dalle case l’odiosa lotta intestina
e la discordia furente
che si rallegra nel ferro aguzzo

















