
Nola riscopre la Cappella della Madonna dell’Arco
L’iniziativa organizzata dall’associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”, impegnata nella tutela del patrimonio storico-religioso del territorio nolano.
Una piccola cappella nel cuore di Nola, ubicata in via Anfiteatro Marmoreo, spesso ignorata dallo sguardo frettoloso dei passanti, è tornata a far parlare di sé grazie a una serata che ha saputo unire storia, cultura e devozione in un momento di grande partecipazione e consapevolezza collettiva.
L’associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”, da sempre impegnata nella tutela del patrimonio storico-religioso del territorio nolano, ha organizzato un evento sentito e ben riuscito, volto a riportare l’attenzione sulla cappella della Madonna dell’Arco, spesso trascurata nonostante il suo valore storico e culturale.
L’iniziativa, fortemente voluta da Maria Carolina Campone, professoressa presso la Scuola Militare della Nunziatella, presidente dell’Associazione e studiosa attenta delle epoche di transizione, ha avuto come intento quello di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di conoscere e proteggere i luoghi di culto minori, veri e propri custodi di memoria e identità.
«Conoscere è il primo passo per tutelare», ha dichiarato la docente, ribadendo lo spirito con cui l’Associazione porta avanti le sue attività sul territorio.
«L’appuntamento continua l’impegno dell’Associazione nella conoscenza e tutela del nostro patrimonio culturale. La cappella della Madonna dell’Arco è uno dei tanti edifici che, col tempo, sono stati inglobati in costruzioni successive e che spesso per tale motivo sfuggono allo sguardo distratto dei passanti. L’intento è risvegliare l’attenzione dei cittadini, i quali, al pari delle istituzioni, sono chiamati a tutelare un bene che, in quanto “pubblico” e “religioso”, appartiene a tutti – ha continuato la Campone. «La nostra Associazione, nata esattamente un anno fa, in poco tempo ha profuso già grande impegno in tal senso e intende continuare tale lavoro di sensibilizzazione nell’esempio di Saverio Carillo, che alla tutela del patrimonio ha dedicato tutta la sua vita e la sua attività di studioso»
La serata si è aperta con una visita guidata condotta dal dott. Dario Luciano, che ha raccontato con rigore scientifico e passione divulgativa le peculiarità architettoniche e storiche dell’antico edificio, offrendo al pubblico un inedito sguardo su un bene troppo a lungo lasciato nell’ombra.
A seguire, presso la vicina chiesa di Maria Santissima del Carmine, si è tenuta una tavola rotonda che ha visto protagonisti la prof.ssa Maria Carolina Campone e la dott.ssa Antonia Solpietro, studiose e appassionate del settore, che hanno condotto l’uditorio alla scoperta dell’importanza della cappella, ubicata in un’area di antica vocazione religiosa, trattando i temi del culto della Madonna dell’Arco, fortemente radicato nel territorio, e le sue implicazioni di natura iconologica, sociologica e, più in generale, culturale; non tralasciando la sua antichità e le vicende edificatorie che hanno coinvolto la struttura religiosa.
Moderato dal dott. Eduardo Verrillo e con la partecipazione del parroco don Enrico Tuccillo, che ha presenziato all’iniziativa, l’incontro ha offerto spunti di riflessione sul culto popolare della Madonna dell’Arco, sulle implicazioni iconologiche e sociologiche legate a questa devozione, sulle vicende edilizie che hanno segnato la storia della cappella.
E’ stato un interessante momento di confronto, arricchito anche da una mostra documentaria, che ha permesso ai presenti di ammirare per la prima volta e prendere visione di inediti e rari documenti d’archivio legati alla storia dell’antico edificio religioso.

















