Palma Campania: Una ‘personale’ di pittura di Carmine Iannone dedicata al Carnevale
L’artista ha raccontato nelle sue opere la festa rappresentandone l’essenza e la peculiarità.

A.S. – Il Carnevale Palmese si esprime a tutti i livelli d’arte e, dal 19 al 21 febbraio, nei locali del circolo U.S. Palmese 1914 di piazza De Martino, ha preso forma con la mostra personale “Raccontiamo il Carnevale” dell’artista Carmine Iannone.
L’appuntamento, promosso dall’assessorato alla Cultura del Comune di Palma Campania, retto da Elvira Franzese, è nato sulla base di un progetto promosso da parte della Città Metropolitana di Napoli.
Il Carnevale, proiettato sulle tele di Iannone, ne ha rappresentato l’essenza e le peculiarità catturando nei suoi colori vivaci le fattezze dei Maestri e degli altri componenti della Quadriglia che lo accompagnano in cerchio.
Una mostra, invero, molto suggestiva e densa di significato che ha costituito un’ulteriore testimonianza di quanta ricchezza e di quanta storia caratterizzi l’evento mascherato di Palma, che si perpetua da oltre due secoli.
La Mostra ha presentato 12 opere, con tecnica a olio su tela, mista su carta e acrilico su tela.
Una recensione delle opere di Iannone:
La pittura di Carmine Iannone racconta da sempre una relazione potente con un immaginario carico di simboliche umanità, fatte di personaggi intimi che si muovono lenti, o si fermano, e che occupano uno spazio di colori accesi e violentissimi.
In occasione del Carnevale Palmese, l’Artista ha presentato un omaggio al paese della sua infanzia e della sua adolescenza, con una personale dedicata al suo evento più antico e sentito.
Il Carnevale delle Quadriglie avviene così attraverso il ricordo. I soggetti sono in abiti da occasione, tentano balli dinoccolati, suonano triccheballacche, talvolta ebbri della festa, del vino, della gioia dell’occasione, della fine dell’attesa.
Emergono, su tutti, i Maestri delle Quadriglie, che dirigono folti gruppi di musicanti e avventori, accalcati dalle folle del quadrivio San Felice e di via Roma, tutti impegnati in un’azione interiore, diversa per tensione e intensità. I personaggi non hanno maschere, né vestiti della tradizione, che sono, invece, un’invenzione del Pittore, mentre ricorrono, in lunghi profili, gli alti cappelli.
Sono personaggi lirici, con uno sguardo muto, spesso pensierosi, drammatici, in primo, primissimo e secondo piano, che si muovono come figurine, in un movimento spinto e innaturale. Poiché non serve raccontare il reale come appare, ma la realtà è definitivamente tramutata dal ricordo, che genera nuovi personaggi, nuovi luoghi, nuove narrazioni.

















