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Somma Vesuviana: scomparsa da 3 giorni giovane studentessa si suicida

Sin dalle prime indagini è emerso che Diana avesse problemi con l’università. L’invito del sindaco della cittadina vesuviana stringersi intorno alla famiglia.

Daniela Biondi, ventiseienne di Somma Vesuviana, era iscritta a Lettere moderne all’Università Federico II di Napoli. I familiari ne denunciano la scomparsa nella serata di lunedì 27 febbraio, dopo che non riuscivano più a contattarla.

I fatti. Nel pomeriggio di lunedì, 27 febbraio, dopo aver frequentato i corsi della Facoltà di Lettere moderne, Diana avrebbe dovuto far rientro a casa, ma il cellulare ha smesso di squillare dalle 17,00. E da quel momento è rimasto sempre spento. I genitori, a questo punto, ne denunciano la scomparsa ai Carabinieri, che setacciano il territorio e incominciano ad investigare.

In Ateneo, come raccontato da alcuni colleghi di università, la giovane è regolarmente arrivata, ha seguito le lezioni e poi è andata via. Poi, verso le 18,00 di mercoledì 3 marzo, viene avvistato, in un dirupo in località Santa Maria a Castello, nel comune di Somma Vesuviana, da un gruppo di giocatori di bocce il corpo senza vita di una donna: era quello di Daniela Biondi. C’è una straziante testimonianza delle ultime ore di vita della giovane, documentata dalle videocamere di sorveglianza di un ristorante abbandonato, vicino al luogo dove la studentessa ha scelto di dire addio alla vita.

Nel video si vede il suo arrivo a piedi dopo una faticosa e ripida salita, il suo sostare accanto alla struttura del locale abbandonato, alcuni giovani che, a un certo punto, qualche ora prima della sua morte, si fermano poco lontano a chiacchierare fumando, e infine, mentre nessuno la guardava, il tragico volo incontro alla morte, nel vallone dominato dal Santuario di Santa Maria a Castello. Il video, consegnato ai carabinieri, fuga ogni dubbio sulle modalità della tragica morte di Diana, avvenuta intorno alle 19,30 di lunedì scorso, nello stesso giorno della sua scomparsa. Ma perché la giovane ha compiuto questo insano gesto?

Dalle prime indagini, coordinate dalla Procura di Nola che ha disposto anche l’autopsia del corpo della giovane, è emerso che Diana da diverso tempo avesse problemi con l’università: Sembra che non avesse fatto tutti gli esami previsti dal piano di studi o quantomeno che le mancava l’esame di Latino 2. Ma a casa, alla sua famiglia, aveva detto di essere prossima alla tesi, tanto è che per martedì scorso era già tutto pronto per la festa di laurea in lettere moderne. Diana non ha retto e il giorno prima del giorno fatidico della festa si è buttata giù nel dirupo, nella sua Somma Vesuviana.

Nel pomeriggio di sabato 4 marzo, alle 15.00, si sono tenuti i funerali, nella chiesa di Santa Maria del Pozzo, con una funzione religiosa officiata dal parroco Nicola De Sena, e la comunità, come auspicato dal sindaco della cittadina vesuviana, Salvatore di Sarno, si è riunita intorno alla famiglia.

Per la cronaca, tutte le rappresentanze delle sigle studentesche, qualcuno portando con sé un mazzo di fiori con un biglietto «Ciao Diana, i tuoi colleghi», hanno marciato, silenziosamente, dalla sede centrale di corso Umberto I fino alla sede di via Porta di Massa del dipartimento di studi umanistici, che Diana aveva frequentato.

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