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‘NA SANTARELLA : TRE ATTI DI EDUARDO SCARPETTA

IN SCENA LA COMPAGNIA C.M.S MARIO SCARPETTA PER LA REGIA DI MIMMO CACCIAPUOTI

 

‘Na santarella è il titolo della Commedia portata in scena dalla Compagnia C.M.S. Mario Scarpetta con la regia di Mimmo Cacciapuoti . Una Commedia sviluppata in tre atti, leggera e ricca di riferimenti alla tradizione e alla cultura popolare napoletana.

Felice Sciosciammocca ha una doppia vita: di giorno, suona musiche sacre come organista del convento delle Rondinelle e insegna musica alle educande, di notte, invece, di nascosto delle monache, si reca a Napoli dove, sotto la falsa identità di “Arturo Maletti”, è conosciuto come autore di operette, di cui una dal titolo “La figlia dell’imperatore”. Il suo segreto viene però scoperto da un’educanda sbarazzina, Nannina, detta santarella, per il fatto che ostenta con tutti, specie con la superiora, Donna Rachele, un comportamento ingenuo e innocente.

A dare il via all’azione drammatica è la decisione dello zio di Nannina di darla in sposa al tenente Eugenio Poretti, ufficiale di cavalleria. Di questa decisione l’educanda viene tenuta all’oscuro dicendole che dovrà recarsi a Roma con Felice Sciosciammocca, che dovrebbe accompagnarla, appunto a sua insaputa, dal futuro sposo. Ma Santarella, appassionata dell’operetta di Sciosciammocca, che conosce a memoria, lo ricatta minacciando che se non la condurrà al Teatro del Fondo, dove è messa in scena “La figlia dell’imperatore”, rivelerà alle monache la sua attività licenziosa di autore di operette.

Una trama scorrevole, una storia leggera da seguire, con una compagnia ricca di personaggi e personalità che ben interagivano tra loro sul palcoscenico . Nota positiva per: Biagio Cacciapuoti che nonostante la sua giovane età ed alcune imprecisioni date dall’emotività da prima,e da uno studio mnemonico del copione, è stato all’altezza del personaggio interpretato. Spiritoso, goliardico e una spontaneità che ha coinvolto l’osservatore, così come Sara Cacciapuoti che come attrice protagonista, ha ben mantenuto la scena . Nonostante l’emozione che a volte ha preso il sopravvento, ha un buon potenziale, preparata nello studio della parte e con un’ottima capacità di modificare l’interpretazione e l’intensità del recitato in base all’interlocutore al quale si è rivolta durante la messa in scena.

Buona l’interpretazione del Marchesino Sparice interpretato da Salvatore Forte che come attore Caratterista ha creato momenti di divertimento, ottima padronanza linguistica e scenica diversamente da Ida De Stasio – che pur facente parte della stessa categoria ovvero caratterista-  ho trovato eccessiva nella sua interpretazione, sopra le righe e lontano dall’eleganza che dovrebbe avere una Direttrice di un quotato Teatro. Infine un plauso ad un’attrice giovane Sara Guida, che ha vestito i panni di Amelia . probabilmente troppo riduttivo e scarno come ruolo per la potenzialità posta in essere, giusta nell’utilizzo della voce, spontanea, con una mimica facciale che richiamava perfettamente attimi di stupore o di rabbia tipica della gestualità napoletana, dando l’impressione – rispetto ad altri attori – che non faticasse nell’interpretazione, ma fosse molto naturale quasi come se non stesse interpretando un ruolo di stampo teatrale.

MARTINA GIUGLIANO

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