
Sole all’improvviso: Una commedia ben riuscita con la regia di Orlando Rea
Al Santa Teresa di Napoli un'altra serata all'insegna del divertimento e della riflessione grazie alla potenza del teatro
MARTINA GIUGLIANO – Antonio vive comodamente la sua vita in una magnifica casa affacciata sul golfo di Napoli ospitato e mantenuto dalla sua compagnia Adel. Ha un rapporto pessimo con il figlio della compagnia Alain e la sua fidanzata Felicia. Una complicità interessata lo lega al cameriere Gabriele, che lo aiuta a confondere il serio e pacato Francesco Antonietta Maria Caccavale di Agerola. Gli unici di cui ha cura sono i suoi cardellini. Una ragazzina porterà scompiglio nella sua vita, ma lo aiuterà anche a dare un ordine alle sue priorità. La vita gli sta preparando una sorpresa che lo porterà a rivalutare molte delle sue scelte… Il sole arriva all’improvviso.
Una commedia intensa, allegra, dirompente e con una morale intrisa di punti di riflessione e di commossa partecipazione, ovviamente come ogni rappresentazione teatrale che si rispetti sono da riscontrare elementi positivi ed altri che hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca nonostante una resa ottimale della rappresentazione. Nota positiva all’attrice giovane Martina Bramante: Intensa, presente sul palcoscenico, preparata sia scenicamente che tecnicamente nell’interpretazione di un personaggio così ricco di sfaccettature qual è Sole. Altrettanto positiva l’interpretazione di Raffaele Fiorenza nei panni del cameriere Gabriele, dinamico, irriverente, nonostante a volte sembrava venisse distratto dal pubblico o dal mantenere la battuta in up è riuscito a bilanciare positivamente momenti di ilarità ad altri di intenso e commosso pathos.
Giusta anche l’interpretazione dell’attore protagonista Orlando Rea che nei panni di Antonio Esposito è stato preparato nell’interazione con gli altri attori in scena, divertente, riflessivo e spontaneo nella comunicazione. L’errore che ho riscontrato o che in un modo o in un altro ha reso la sua interpretazione un pò stucchevole, lenta e priva di empatia è stata in relazione a Cristina Barucco, e come se nell’interpretazione dei loro monologhi, della coesione che si sarebbe dovuta creare tra loro in quanto coppia scenica, non ci fosse nulla di legante: Assenza di feeling e compartecipazione durante la loro presenza in scena .
Ci sono stati degli errori di regia, questi non invalidanti per la resa finale di una commedia ugualmente esilarante e molto interessante, ma ho riscontrato un finale poco impattante, freddo dato molto probabilmente da un errata scelta musicale che ha reso ciò che avrebbe dovuto esser una chiusa piena di emotività ed empatia priva di partecipazione.
Un altro neo che ho riscontrato è stato nella volontà da parte degli attori in scena di recitare guardando il pubblico , anche questa scelta – voluta con cognizione o meno dal regista – ha reso l’intera pièce priva di sentimento, così facendo il pubblico è stato cosciente di esser parte integrante della rappresentazione invece che spettatore di fatti volti a ruotare solo IN e TRA i protagonisti in scena.
Nonostante tutto, ho trovato la commedia – messa in scena da Orlando Rea – una rappresentazione ben riuscita, con momenti di riso, di goliardia ad altri ben equilibrati istanti drammatici ed inaspettati, che hanno reso gli atti in scena interessanti da seguire con intensa partecipazione e coinvolgimento dall’inizio alla fine.

















